Sarà perché qualche giorno fa ho visto The Courier — un film che ripercorre la relazione professionale, e la sincera amicizia, tra l’uomo d’affari britannico Greville Wynne e l’agente segreto sovietico Oleg Penkovsky —, ma non riesco a pensare all’attuale clima di tensione tra Russia e Ucraina senza tracciare un parallelo mentale con l’autunno del 1962, e la crisi dei missili di Cuba. Uno scontro sfiorato che, si dice, spinse il mondo sull’orlo di un conflitto nucleare.
Il 14 ottobre di quell’anno, un aereo spia americano Lockheed U-2 fotografò la presenza in territorio cubano di numerosi missili balistici nucleari sovietici a medio raggio e intermedi, capaci di colpire gli Stati Uniti. Iniziò allora una serie di colloqui febbrili tra i portavoce del presidente americano Kennedy e quelli del leader sovietico Nikita Khrushchev.
La crisi si scioglieva, finalmente, il 28 ottobre, con un acc
Completo color carta da zucchero, con cravatta intonata. La mascherina? Un vero capolavoro sartoriale. Sul lato destro, il tricolore. Su quello sinistro, in versione dorata, Alberto da Giussano, simbolo della Lega e prode condottiero medievale. Sembrava quasi elegante, Matteo Salvini, sabato 17 aprile, all’uscita dall’aula-bunker dell’Ucciardone, a Palermo, la stessa aula di tribunale che, dall’86 al ‘92, ospitò un lungo e ambizioso processo contro la mafia siciliana.
Ora, però, non si parla di mafia, ma di migranti. Salvini è stato rinviato a giudizio con l’accusa di sequestro di persona plurimo. Una decisione presa dal giudice dell’udienza preliminare Lorenzo Jannelli, in seguito all’intervento dell’avvocato di Salvini, la senatrice leghista Giulia Bongiorno. Appuntamento al 15 settembre, per la prima udienza del processo, davanti alla Corte d’assise di Palermo.
Il caso in questione ri
Non è un fanatico del web, e il suo profilo Twitter, normalmente, lo usa solo per coinvolgere i suoi follower nelle battaglie ambientaliste e umanitarie che più gli stanno a cuore. Questa volta, però, l’attore e regista Alessandro Gassmann — figlio del grande Vittorio, leggenda del cinema italiano del Novecento — ha deciso di fare uno strappo alla regola, avventurandosi in una riflessione sospesa tra il senso civico… e i compromessi della vita quotidiana.
Lo scorso 10 aprile, poco dopo le 5 del pomeriggio, Gassmann pubblicava un tweet dal tono esasperato — un vero e proprio sfogo — riferendosi a un’esperienza da lui vissuta, presumibilmente, la notte prima: “Sai quelle cose di condominio, quando senti, in casa del tuo vicino, inequivocabilmente, il frastuono di un party con decine di ragazzi? Hai due possibilità: chiamare la polizia e rovinare i rapporti col vicino, ignorare e sopportare,
“La gente mi saluta, mi ringrazia, mi abbraccia… perché non dovrei riprovarci?”, diceva, nel novembre del 2019, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, alludendo a una sua possibile candidatura alle elezioni comunali del 2021. Dipiazza, di fatto, è convinto che la sua sia una popolarità trasversale, una popolarità che va “oltre le linee di partito”. Lo ripete spesso, nelle interviste. Eccesso di presunzione? Chissà. Il fatto è che questo grintoso e gioviale self-made man con la passione per la politica è stato eletto sindaco ben quattro volte, tre a Trieste e una in un comune vicino. E se venisse rieletto pure questa volta, beh, batterebbe un record di tutto rispetto.
La campagna elettorale di quest’anno, in ogni caso, non sarà una passeggiata, nemmeno per un veterano come Dipiazza. Oltre all’emergenza economica scatenata dal Covid, infatti, sul cammino del nostro eroe si profila un ostac
“Dal vivo, è ancora più bello che in fotografia, e ciò significa che è proprio opera del Maestro”, dice, emozionata, la storica dell’arte Maria Cristina Terzaghi, intervistata, lo scorso 8 aprile, dalla rivista di arte e cultura Artribune.
Con queste parole colme di entusiasmo, la professoressa Terzaghi si riferiva a un olio su tela di 111 centimetri per 86, un misterioso dipinto raffigurante un Cristo coronato di spine che in questi giorni ha conquistato l’attenzione — e la fantasia — dei maggiori esperti d’arte barocca d’Italia e Spagna.
La tela in questione sarebbe dovuta andare all’asta giovedì 8 aprile, a Madrid, al numero 52 di Calle de Alcalá, sede della Ansorena, un’antica casa d’aste specializzata in opere d’arte e gioielli. Lo scorso 18 marzo, però, era stato pubblicato il catalogo dell’evento, e una fotografia, quella corrispondente al lotto 229, aveva attratto come un magnete