Come da copione, Pechino ha smentito la notizia. Quello lanciato dalla Cina lo scorso agosto non era un missile ipersonico capace di trasportare una testata nucleare, come ha scritto sabato 16 ottobre il quotidiano britannico Financial Times. No. Era un semplice veicolo spaziale, una prova di routine nell’ambito del riciclo delle tecnologie spaziali. Un progetto “di grande importanza per ottenere una riduzione nei costi delle missioni pacifiche nello spazio”, secondo quanto dichiarato da Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri cinese.
Ma possiamo davvero credere a queste belle e rassicuranti parole? Non proprio. Il missile citato dal Financial Times avrebbe viaggiato a bordo di un razzo ‘Lunga Marcia’, disegnando, in orbita bassa, un giro completo intorno alla Terra prima di puntare contro il bersaglio fissato per il test, mancando l’obiettivo di soli 32 chilometri.
In generale,
La folla si era radunata in piazza del Popolo, nel cuore di Roma, per protestare contro l’obbligo, imposto dal governo, di presentare il ‘green pass’ nei luoghi di lavoro pubblici e privati, a partire dal 15 ottobre. Ma che quella di sabato 9 ottobre non fosse una manifestazione come tante altre era evidente. Dopo le 3 del pomeriggio, era salito sul palco Giuliano Castellino, leader romano del partito neofascista Forza Nuova. “I criminali, gli estremisti… non sono in questa piazza… ma nei palazzi del potere! Oggi ci prendiamo Roma! La forza della piazza contro la tirannia sanitaria! Libertà! Libertà!”, urlava Castellino davanti a un pubblico in visibilio, tra bandiere tricolore e saluti romani.
Poi, il corteo. Lungo via del Corso, verso Palazzo Chigi, residenza del presidente del Consiglio. Il clima è teso, con fumogeni, lanci di oggetti, aggressioni contro i giornalisti, insulti al gover
Ricordo che Walter Veltroni era il politico preferito del mio professore di psicologia. Io, all’epoca — lo ammetto —, non capivo bene questa sua fascinazione. Sì, Veltroni era, oggettivamente, un professionista preparato e sensibile. Ma a me, in quel momento, forse per la scarsa esperienza del mondo che accompagna la giovinezza, sembrava un politico come tanti. Col passare degli anni, poi, ho capito diverse cose. Ho capito che, oltre ad essere intellettualmente onesto, Veltroni non è mai stato un politico come tanti, unicamente assetato di potere. Anzi, immagino che l’esperienza del potere l’abbia deluso, e forse persino nauseato. Da anni, infatti, Veltroni ha abbandonato l’arena politica per dedicarsi all’arte. Nel campo della narrativa, inizialmente. E, negli ultimi anni, pure in quello della regia cinematografica. Una decisione saggia, probabilmente.
Sbaglierebbe di grosso, comunque, c
Nei suoi dipinti d’inizio carriera c’era la sofferenza calma, l’introspezione affilata di Lucian Freud. E una ribellione indolente e orgogliosa. Una sfida lanciata al mondo, alla società. La vera bellezza fiorisce nelle pieghe dell’imperfezione, sembravano dire gli occhi estatici della protagonista di Propped. Con quel monumentale autoritratto — con quel corpo che si contemplava sulla superficie di uno specchio opaco —, Jenny Saville conquistò il gallerista Charles Saatchi, che comprò la sua collezione di laurea, facendo di lei la stella dei Young British Artists. Era la primavera del 1992. Da allora, la fama di Jenny Saville non ha fatto che crescere. Grazie alla potenza del suo messaggio, e alla sua incredibile capacità di mescolare, con pennellate spesse e gestuali, il linguaggio poetico dell’astrazione e i temi più classici della tradizione figurativa europea.
Una conversazione domin
Chiunque abbia viaggiato nelle regioni dell’Italia del Sud — dalla Campania, alla Puglia, alla Sicilia — lo sa: la mozzarella è la regina dei formaggi mediterranei. D’altro canto, come dire di no a un bel piatto di mozzarella e pomodoro tagliati a fette sottili, decorati con qualche foglia di basilico e un arabesco d’olio extra vergine d’oliva? Uno spuntino delizioso, sano e facile da preparare. Ah… mi sembra quasi di sentirne il profumo, se ora chiudo gli occhi…
Da qualche anno a questa parte, la mozzarella è sempre più internazionale. Lo dimostra una notizia pubblicata lo scorso 13 ottobre sul quotidiano più antico di Francia, Le Figaro.
“Le specialità culinarie italiane stanno vivendo un momento d’oro in tutto il mondo, e, in modo particolare, in Francia”, scrive Le Figaro. Scopriamo così che la mozzarella, quest’anno, ha detronizzato il camembert, fino a poco fa, il formaggio a pasta