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12 January 2022

Episode #322

5 January 2022

Episode #321

29 December 2021

Episode #320

22 December 2021

Episode #319

15 December 2021

Episode #318

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Episode #317

1 December 2021

Episode #316

24 November 2021

Episode #315

17 November 2021

Episode #314

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 15 dicembre 2021. Io sono Chiara, di nuovo insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Cominciamo con una notizia che arriva dalla Germania, che ha da poco detto addio all’era Merkel. Dopo sedici intensi anni, ora, il paese più popoloso ed economicamente importante d’Europa volta pagina.

Olaf Scholz, il mediatore

15 December 2021
Olaf Scholz, il mediatore
Alexandros_Michailidis. / Shutterstock

A chi, durante la campagna elettorale, lo criticava per il suo stile retorico contorto e poco espressivo, lui rispondeva, senza scomporsi: “voglio fare il cancelliere, non il direttore di un circo”. Nessuno è perfetto, si sa. Nemmeno Olaf Scholz, l’uomo che dallo scorso 8 dicembre ha preso il posto di Angela Merkel nel ruolo di cancelliere della Germania.

Pur non appartenendo allo stesso partito di colei che ha guidato la locomotiva d’Europa nel corso degli ultimi sedici anni, Scholz ha lo stesso fare calmo e rassicurante dell’inossidabile Merkel. La stessa aria seria e affidabile. Competente. E la stessa voglia di combattere alla radice le correnti antidemocratiche che minacciano oggi il suo paese, e l’Europa intera. Il veleno onnipresente del populismo illiberale.

Olaf Scholz — una carriera come avvocato specializzato in diritto del lavoro e un lungo cursus honorum nell’SPD, il Partito

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Come vi dicevo, l’attuale tensione alla frontiera russo-ucraina rappresenta un grave problema per il governo Scholz.

Ucraina, la fissazione di Vladimir Putin

15 December 2021
Ucraina, la fissazione di Vladimir Putin
Evgeny+Sribnyjj / Shutterstock

Andrei Grachev ha ottant’anni, e un’ottima memoria. Nel suo ultimo libro — pubblicato lo scorso novembre in Francia col titolo Le jour où l’URSS a disparu —, colui che fu consigliere politico e portavoce ufficiale dell’ex presidente sovietico Mikhail Gorbachev racconta un bel po’ di aneddoti e retroscena sugli ultimi giorni di quello che fu, dal 1922 al 1991, lo Stato più grande del mondo.

25 dicembre 1991, le 5 del pomeriggio. Gorbachev siede, in compagnia di Grachev, nel suo ufficio al Cremlino. È teso, inquieto. Tra due ore esatte, presenterà, in diretta televisiva, le sue dimissioni dal ruolo di presidente. Grachev ricorda che, in quelle due ore, Gorbachev aveva voluto rileggere varie volte, ad alta voce, il testo del suo messaggio. Limare ogni dettaglio — le parole, il ritmo, il tono — di quella dichiarazione che avrebbe cambiato, per sempre, il corso della storia globale.

Ed è propri

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Complesse strategie si disegnano in questi giorni anche a Roma, dove tra poco verrà eletto il nuovo presidente della Repubblica.

La battaglia per il Quirinale

15 December 2021
La battaglia per il Quirinale
GintsIvuskans / Shutterstock

C’eravamo ormai abituati al suo sorriso gentile, a quel suo sguardo serio e cristallino, limpido come un cielo di montagna. Ma i giorni di Sergio Mattarella al Quirinale, come presidente della Repubblica, sono ormai contati. Il suo mandato scadrà infatti il prossimo 3 febbraio. La Costituzione italiana, in realtà, non prevede alcun divieto di rielezione al ruolo. Di fatto, è già successo, nel 2013. Quell’anno, Giorgio Napolitano, concluso il suo settennato, fu rinominato presidente; restò poi in carica fino al 2015. Ecco allora che, sull’onda di questo ricordo, molti, ora, come in preda a una nostalgia preventiva, immaginano un ‘Mattarella bis’.

Un sogno, una chimera. Sergio Mattarella, infatti, ha già detto di non essere disposto ad affrontare un secondo mandato. Come biasimarlo? Sette anni sono lunghi. Sempre. Ma gli ultimi sette anni — tra minacce terroristiche, continue emergenze mig

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Rimaniamo a Roma, dov’è nata ITsART, una piattaforma culturale ora disponibile anche in Europa.

Il palcoscenico virtuale di ITsART arriva in Europa

15 December 2021
Il palcoscenico virtuale di ITsART arriva in Europa
Giacomo Morini / Shutterstock

L’idea è nata nella primavera del 2020, nei tempi bui del primo lockdown. A quell’epoca, teatri e musei, chiusi al pubblico per decreto ministeriale, dopo un primo momento di smarrimento, avevano fatto buon viso a cattivo gioco, con intelligenza e pragmatismo. Complice la tecnologia, avevano deciso di offrire — online e per lo più gratuitamente — spettacoli d’archivio, mostre virtuali, conferenze, immagini e risorse didattiche. Nobile e necessario, l’obiettivo: creare uno spazio alternativo di comunicazione, un nuovo punto di contatto col pubblico, col mondo esterno. Nell’attesa di tempi migliori.

Tutto questo attivismo spontaneo, a quanto pare, aveva conquistato l’ammirazione di Dario Franceschini, ministro della Cultura nel governo Conte, e ora, nuovamente, nel governo Draghi. Già nell’aprile del 2020, infatti, il Ministro lanciava un’idea, al momento ancora vaga e astratta: creare un “

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Mi chiedo se su ITsART ci sarà spazio anche per la bella mostra che Napoli dedica a David LaChapelle.

LaChapelle e Napoli, binomio perfetto

15 December 2021
LaChapelle e Napoli, binomio perfetto
Giuseppe Guarneri / Shutterstock

Col suo linguaggio onirico e iconoclasta, David LaChapelle è, da decenni, l’emblema del surrealismo pop in fotografia. Esuberanti. Coloratissime. Metafisiche. Politiche. Le sue immagini, riconoscibili al primo sguardo nella loro elaborata teatralità, rimangono impresse a lungo nella memoria di chi le osserva. Chi lo ama ne loda la creatività brillante, la capacità di reinterpretare, in chiave contemporanea, l’iconografia del Rinascimento italiano. Pensiamo, ad esempio, a The Rape of Africa, un’esplicita allusione a Venere e Marte di Sandro Botticelli. Nell’immagine creata da LaChapelle, la top model Naomi Campbell rappresenta sia Venere che l’Africa, vittima dell’avidità umana, crudelmente depredata, per secoli, delle sue ricchezze naturali e culturali. Un’altra serie di immagini — Deluge — appare oggi, in piena crisi climatica, intensamente profetica. Un’idea nata nel 2006, durante una

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