È stato un discorso battagliero, magniloquente, a tratti medievale, quello che Donald Trump ha pronunciato il 20 gennaio, poco dopo aver prestato giuramento come quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti. Un discorso molto applaudito, colmo di dichiarazioni programmatiche, critiche feroci all’amministrazione Biden, e promesse scintillanti. Un discorso nel quale, come faceva notare il giornalista Pierre Haski sul canale pubblico francese France Inter, è mancata una parola chiave. Alleati.
Una nuova età dell’oro è alle porte, ha detto Trump. Un’età dell’oro che implica, tra le altre cose, l’addio al Green New Deal e un nuovo impulso all’estrazione di petrolio. È chiaro che il cambiamento climatico, per Donald Trump, è un dettaglio irrilevante. Ciò che conta è il breve-medio periodo, abbassare il costo della produzione energetica.
Nelle relazioni internazionali, Trump sembra voler punta
Nella sua poltrona di governatore del Veneto, Luca Zaia sta davvero comodo. Così comodo che ora vorrebbe candidarsi alle prossime elezioni regionali, previste per l’autunno di quest’anno, o per la primavera del 2026. Dalla sua, oltre a una grande ambizione, Zaia ha un fortissimo appoggio popolare. Non dimentichiamo che, in occasione delle ultime elezioni regionali, nel settembre del 2020, è stato eletto — o meglio: confermato nel ruolo di governatore — con quasi il 77% dei voti.
“Questo è un risultato che premia la qualità della mia amministrazione”, aveva detto Zaia, trionfante, nella serata di lunedì 21 settembre, intervistato su LA7 dal giornalista Enrico Mentana.
Lo scorso 14 gennaio, durante una conferenza stampa, Zaia si è mostrato combattivo. “I veneti chiedono la mia ricandidatura. E la chiedono in maniera trasversale”, ha detto.
In effetti, il suo è un sostegno che supera le log
Domenica 4 dicembre 2016, dopo una campagna elettorale con la febbre alle stelle, in Italia si era svolto un referendum per approvare, o respingere, un progetto di riforma costituzionale fortemente voluto dall’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Altissima, l’affluenza alle urne: alla chiusura dei seggi, alle 23:00, aveva votato il 68,5% degli aventi diritto. Per Renzi, però, le cose non erano andate affatto bene: il 60% degli elettori aveva bocciato la sua proposta di riforma costituzionale.
Poco dopo mezzanotte, Renzi era apparso nella Sala dei galeoni di Palazzo Chigi, ammettendo la sconfitta. “L’esperienza del mio governo finisce qui”, aveva detto alle telecamere, annunciando, visibilmente commosso, le sue dimissioni.
Renzi faceva bene a dimettersi. Non aveva altra scelta, in realtà. Nella mente degli elettori, quella riforma che prometteva di semplificare il quadro istituzi
È una frustrazione che accomuna molte tra le persone che visitano Milano. La città è accogliente, generosa con le sue bellezze. Il Duomo e il Palazzo reale, la Galleria Vittorio Emanuele, il Teatro alla Scala, la Pinacoteca di Brera, le vie del Quadrilatero della moda, i Navigli. Tesori preziosi, e relativamente accessibili. Per ammirarli, è sufficiente essere disposti a comprare un biglietto, o avere voglia di camminare un po’. Difficile dire lo stesso, tuttavia, per una delle bellezze milanesi: l’Ultima Cena, l’imponente dipinto che Leonardo da Vinci realizzò nel refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie su commissione del duca Ludovico Maria Sforza, detto il Moro.
Come osservava un articolo pubblicato sul quotidiano online Il Post lo scorso 15 gennaio, è davvero difficile vedere da vicino il celebre dipinto leonardesco. Naturalmente, per la vendita dei
Immaginiamo un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Un luogo nel quale la cacofonia del mondo si dissolve nel respiro placido delle onde, nel volo veloce degli uccelli marini. Un luogo — un’isola — dove la natura selvaggia si sposa con un’anima antica. Questo luogo esiste, e si chiama Linosa.
Parte dell’arcipelago delle Pelagie, Linosa è un’isola vulcanica, un punto di bellezza nel cuore del Mediterraneo, a metà strada tra la Sicilia e la costa orientale della Tunisia. A Linosa, la notte, il cielo stellato è uno spettacolo infinito.
Infinito — mi si perdoni l’iperbole — è pure il tempo che i circa 400 abitanti di Linosa devono attendere per ricevere una medicina.
Lo scorso dicembre, la titolare dell’unica farmacia dell’isola è andata in pensione e i farmaci, ora, arrivano dalla vicina Lampedusa. A Linosa non ci sono medici specialisti, e nemmeno un medico di base fisso. Linosa è g