A Mark Zuckerberg è bastato un video di cinque minuti scarsi per rivoluzionare Meta. L’annuncio, dato martedì 7 gennaio, sancisce la fine del programma di fact-checking per gli Stati Uniti, istituito nel 2018 in collaborazione con vari siti di informazione.
Zuckerberg ha accusato i fact-checker di essere troppo “politicizzati”, e di aver così generato una sensazione di sfiducia nel pubblico. Al posto del programma, Meta si affiderà ora a un sistema di “note della comunità”. In altre parole, saranno gli utenti stessi ad aggiungere informazioni di contesto o link di verifica ai contenuti considerati falsi o fuorvianti. L'eventuale utilità delle informazioni aggiunte sarà poi valutata da altri utenti. Una sorta di modello dal basso, per stessa ammissione di Zuckerberg simile a quello implementato da X.
Ci sarebbe prima di tutto da fare fact-checking alle affermazioni di Zuckerberg sui fact-
A Biei, nell’isola giapponese di Hokkaido, gli agricoltori sono scesi sul piede di guerra per colpa dei turisti. I suggestivi paesaggi della cittadina, che conta circa 10.000 abitanti, sono il paradiso degli instagrammer. Tra i luoghi preferiti per scattare foto c’è un gruppo di betulle bianche che sorge vicino al famoso Albero delle Sette Stelle.
Ma, come si suol dire, il paradiso di una persona può diventare l’inferno di un’altra. Le continue comitive intasano le strade, e i turisti più scalmanati calpestano le aree agricole senza troppa cura. Così, per placare gli agricoltori, l’amministrazione di Biei ha deciso di tagliare il celebre gruppo di alberi, provocando altre proteste, stavolta dei turisti e degli altri residenti della zona.
Come riportato dal sito di Rivista Studio, anche altre parti del Giappone fanno i conti con il cosiddetto overtourism. In una grande città come Kyoto, che
Tra i figli di Silvio Berlusconi, Marina è considerata quella più simile al padre quanto a capacità di leadership. Tanto che, ciclicamente, sulla stampa italiana, escono indiscrezioni o retroscena su una sua possibile discesa nel campo della politica.
Marina, tuttavia, è rimasta sempre lontana dalla sfera politica, legata all’impero economico della famiglia, che guida da presidente della Fininvest e del gruppo Mondadori. Non ha il carattere istrionico del padre, il carisma da venditore e l’ossessione di voler piacere a un intero popolo. Ma quando prende posizioni pubbliche, state pur certi che non passa inosservata, come il padre.
È quanto è successo dopo una recente puntata della trasmissione d’inchiesta Report, che lo scorso 12 gennaio si è occupata di Silvio Berlusconi. Tra gli argomenti della puntata, la presunta vicinanza di Berlusconi alla criminalità organizzata, in particolare at
La paura che un impiegato di banca possa telefonare perché il conto è andato in passivo tiene svegli milioni di italiani. E quando la paura di annegare tra i debiti diventa certezza, la vita assume i toni del dramma.
Quando però il passivo riguarda non una persona, ma un partito, e l’entità ammonta a milioni di euro, i toni si fanno ancora più cupi. Ci sono infatti le responsabilità di una cattiva gestione da doversi prendere, ma anche lo shock dei militanti, la cosiddetta base.
Lo scenario appena descritto calza a pennello il Partito Democratico. In città come Bologna e Roma, i circoli del partito sono in debito con le fondazioni e i privati che le possiedono. Le cifre sono da capogiro: rispettivamente 4 e 1,4 milioni di euro. Ora quindi dirigenti, militanti e amministratori locali cercano di salvare il salvabile.
L’attuale crisi arriva da lontano. In realtà, dal 2016 al 2022, infatti, il
La Buonanotte di Massimo Gramellini, un segmento della trasmissione televisiva In altre parole, è uno dei momenti più attesi dai fan del giornalista. Un breve monologo, con tanto di leggio, e con in sottofondo il brano Experience, del pianista Ludovico Einaudi.
Nella puntata dell’11 gennaio, la buonanotte del giornalista è stata più particolare del solito. Non un saluto, ma un commovente addio a una persona che non c’è più. Gramellini ha infatti raccontato la storia di un’amicizia che ha vissuto a distanza, via mail. L’amico era Roberto Bagnato, noto alla cronache come “L’Angelo invisibile”. Un benefattore che non amava apparire in pubblico. E che, proprio per questo, aveva chiesto ai giornalisti conosciuti negli anni di mantenere il segreto sulla sua identità.
Il signor Bagnato aveva contattato Gramellini nel periodo in cui aveva scoperto di essere malato. Poi, per anni, ha tenuto con il