Corsica, gli elettori premiano la coalizione nazionalista
Vento in poppa per i nazionalisti corsi, che, ultimamente, collezionano un successo dopo l’altro. Dopo una solida vittoria alle elezioni regionali del dicembre 2015 e l’ottimo risultato ottenuto alle legislative dello scorso giugno, la coalizione Pè a Corsica, guidata da Gilles Simeoni, presidente uscente del Consiglio esecutivo della Corsica, ha segnato un’importante vittoria al primo turno delle elezioni locali.
Pè a Corsica, un soggetto politico che mette insieme gli autonomisti di Gilles Simeoni e i separatisti di Corsica Libera, il partito guidato da Jean-Guy Talamoni, leader politico e avvocato, ha conquistato, questa volta, il 45,4% dei voti. Nel dicembre 2015 i nazionalisti corsi si erano presentati divisi, ottenendo rispettivamente il 17,6% e il 7,7% delle preferenze, per poi vincere insieme al secondo turno, con un bel 36% dei voti espressi. È interessante notare che, dal confronto elettorale della scorsa domenica, esce umiliato sia il candidato de La République en marche !, il partito del presidente Macron, sia la candidata della destra repubblicana.
Israele, polemica tra il mondo delle arti performative e il ministero della Cultura
In Israele, il ministero della Cultura e il mondo della danza moderna -- o, più in generale, il mondo delle arti performative -- sono da tempo in rotta di collisione. Il motivo? La nudità presente in alcuni spettacoli.
Un primo, spettacolare, scontro aveva avuto luogo lo scorso giugno, in occasione dell’Israel Festival, un’importante rassegna dedicata alla danza, al teatro e alla musica. Un evento che attrae ogni anno circa 35.000 spettatori, la cui realizzazione dipende in gran parte dal patrocinio del ministero della Cultura. Pietra dello scandalo? Uno spettacolo che includeva alcune scene di nudità esplicita.
Secondo Miri Regev -- titolare del dicastero della Cultura dal 2015 e membro del partito di centro-destra Likud, lo stesso del premier Benjamin Netanyahu -- tali spettacoli sarebbero “dannosi per i valori di Israele” e non dovrebbero quindi ricevere alcun tipo di finanziamento pub
Qualità della vita 2017, Belluno sale al primo posto
Una mappa della penisola italiana formata da pallini colorati. Una gamma di verdi a simboleggiare i risultati positivi, passando per il giallo e il color arancio, per finire, poi, nella sfera del rosso, con una gamma di sfumature di intensità crescente a simboleggiare i risultati negativi. A colpo d’occhio, si nota la concentrazione del verde al Nord, nella fascia delle Alpi e nella Pianura Padana, così come al centro, tra la Toscana, l’Emilia e la costa adriatica. Colpisce, in modo altrettanto immediato, il panorama monocromaticamente rosso dell’Italia del Sud.
Si presenta così la mappa della qualità della vita 2017, la 28a edizione dello studio che il quotidiano Il Sole 24 Ore realizza annualmente per misurare il benessere economico e sociale del nostro paese. Una classifica che quest’anno incorona vincitrice la città di Belluno, un comune italiano di poco più di 35.000 abitanti, situa
Vittorio Sgarbi ai Beni Culturali. Oggi assessore, a primavera ministro?
Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali siciliane, Vittorio Sgarbi -- uno dei più celebri ed eccentrici critici d’arte d’Italia -- aveva sostenuto apertamente Nello Musumeci, il candidato del centrodestra. Un’ottima scelta strategica per assicurarsi la nomina alla direzione dei Beni Culturali dell’isola. Lo scorso 5 novembre, infatti, Musumeci è stato eletto presidente della Regione siciliana.
A metà novembre, il neoeletto presidente regionale ha presentato al pubblico la nuova giunta, della quale, come dicevamo, fa parte anche Sgarbi, nel ruolo di assessore alla Cultura.
“Vi stupiremo, ma vogliamo parlare con i fatti. Anche in questo vogliamo rimarcare il cambiamento”, ha detto Musumeci in conferenza stampa. Cambiamento… una delle parole più frequentemente pronunciate dai politici di tutto il mondo… ma… non andiamo fuori tema, ora, e torniamo a Sgarbi.
Sgarbi, come vi dic
Nuoto, Filippo Magnini si ritira dall’attività agonistica
La decisione fluttuava nell’aria almeno da qualche mese. “Potrebbe anche essere l’ultimo Mondiale. Sono stato abbastanza in acqua”, aveva detto Filippo Magnini durante un’intervista radiofonica, lo scorso marzo, riferendosi ai Campionati mondiali di nuoto che si sarebbero svolti a Budapest, in Ungheria, nel mese di luglio.
Dallo scorso sabato 2 dicembre è un dato di fatto. Ufficiale, definitivo. Filippo Magnini, uno dei più importanti atleti della storia del nuoto italiano, ha annunciato il suo ritiro dall’agonismo. L’ha fatto a Riccione, dopo aver conquistato un terzo posto nei 200 stile libero ai Campionati italiani assoluti invernali in vasca corta. La sua ultima gara da professionista.
Il due volte campione del mondo nei 100 metri stile libero ha concluso quindi la sua carriera agonistica all’età di 35 anni. E ha scelto di farlo con una certa dose di teatralità. Subito dopo la gara,