“Siamo la prima coalizione, e a livello nazionale avremmo stravinto. Questa è comunque una giornata di festa, e non di polemica”. Finge buonumore Matteo Salvini, nella notte di domenica 26 gennaio, mentre gli exit poll cominciano a rivelare il panorama politico disegnato dalle regionali dell’Emilia-Romagna. Un appuntamento elettorale sul quale il leader della Lega aveva puntato molto, e che nelle ultime settimane aveva generato grande clamore mediatico.
L’epidemia, questa volta, è scoppiata a Wuhan, una metropoli di 11 milioni di abitanti situata sulle rive del Fiume Azzurro, nella Cina centrale. Lì, al mercato del pesce, una struttura enorme circondata da alti palazzi residenziali e situata nel cuore della città, si vendevano anche animali selvatici vivi. Ed è lì che è stato individuato il focolaio del misterioso agente patogeno — un microrganismo della famiglia dei coronavirus — che ha messo in allarme la Cina, e il mondo intero. Il nuovo coronavirus provoca infatti una patologia respiratoria simile alla SARS, una polmonite atipica scoppiata nell’autunno del 2002 nella provincia meridionale di Guangdong, non lontano da Hong Kong e Macao. A causa del silenzio colpevole delle autorità, all’epoca, l’infezione si diffuse velocemente, non solo in Cina ma anche in altri paesi, provocando più di 700 vittime.
Questa volta, le autorità di Pechi
Siamo in Tagikistan, nell’Asia centrale, sulle rive della diga di Istaravshan, un progetto idroelettrico voluto dal governo sovietico negli anni Sessanta. Un immenso busto di Lenin, probabilmente il più grande del mondo, domina il panorama con maestosa placidità, immobile nel cielo latteo. Lo sguardo fisso sull’orizzonte, il braccio sinistro teso, la mano aperta. Su quel lungo braccio di cemento, c’è un ragazzo che fa jogging. Indossa una tuta sportiva nera. Visto così, da lontano, sembra un acrobata. O un soldatino di metallo.
È questa l’immagine che più mi ha colpito, lo scorso 16 gennaio, nel visitare, al mercato coperto di Trieste, Modernistan, una mostra realizzata in collaborazione con il Trieste Film Festival 2020 e ispirata al volume Soviet Asia, opera dei fotografi Roberto Conte e Stefano Perego.
Con il loro lavoro, Conte e Perego hanno voluto esplorare — con particolare attenzion
Il ricordo è ancora nitido nella mia mente. Un pomeriggio di primavera, qualche anno fa (sarà stato il 2014, o il 2015). Passeggio con un’amica nel centro della mia città. Dopo aver attraversato la piazza principale, infiliamo una stradina che sbocca in una piazzetta circondata da edifici neoclassici colorati in tinte pastello. Una zona vivace, piena di ristoranti, caffè, boutique e gallerie antiquarie, sempre molto affollata. Quel giorno, però, c’è qualcosa di diverso. La gente si assiepa, assorta, nel centro della piazza. Su un podio improvvisato — un cilindro di legno chiaro —, c’è un ragazzo in completo blu e cravatta. Ha un microfono in mano. Parla di economia e politica, e muove le braccia con ampi gesti teatrali. Come resistere alla curiosità? Ci avviciniamo anche noi, sollevandoci in punta di piedi. “È Di Maio”, sussurra la mia amica, con l’aria di chi ha riconosciuto una celebri
Nel quarto episodio della serie televisiva The New Pope, creata e diretta da Paolo Sorrentino, le suore del Vaticano organizzano uno sciopero, occupando la Cappella Sistina. Vogliono che la loro partecipazione al funzionamento della Chiesa sia riconosciuta e valorizzata con il rispetto che merita.
“Ci siamo riunite tra noi sorelle, e ora comprendiamo bene la differenza tra un’elemosina e i diritti”, dice suor Lisette, la voce rotta dall’emozione. “Sono tutto orecchi!”, le risponde, con un sorriso gelido, il cardinal Angelo Voiello, Segretario di Stato della Santa Sede. Suor Lisette fa un bel respiro, e continua, guardando Voiello dritto negli occhi: “Pretendiamo rispetto. Sociale, morale ed economico. Un riconoscimento per le mansioni svolte da noi sorelle. Vogliamo essere più vicine al cuore della Chiesa. Partecipare più attivamente, anche con la somministrazione dei sacramenti. E, in l