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29 January 2020

Episode #220

22 January 2020

Episode #219

15 January 2020

Episode #218

8 January 2020

Episode #217

1 January 2020

Episode #216

25 December 2019

Episode #215

18 December 2019

Episode #214

11 December 2019

Episode #213

4 December 2019

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Buon anno, cari ascoltatori! E benvenuti a una nuova puntata del nostro programma. Oggi è mercoledì 1 gennaio 2019. Io sono Valentina, insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Cominciamo con una notizia che arriva dalla Francia, da settimane rallentata da una serie di scioperi contro la riforma delle pensioni promossa dal presidente Emmanuel Macron. Scioperi che hanno colpito in modo particolare il sistema dei trasporti, generando, come vedremo, un vero e proprio scontro fra due mondi.

Tra i due litiganti, il terzo gode

1 January 2020
Tra i due litiganti, il terzo gode
iFocus / Shutterstock.com

Si sa, quando i francesi scioperano… fanno le cose sul serio. Nelle ultime settimane, una lunga serie di scioperi organizzati contro una riforma pensionistica voluta dal presidente Emmanuel Macron, e dal primo ministro Édouard Philippe, hanno rallentato sensibilmente la vita produttiva nel paese. In modo particolare, nella Capitale.

Uno dei settori più colpiti, naturalmente, è stato il turismo. Secondo gli ultimi dati ufficiali, le presenze negli hotel parigini hanno registrato un calo del 30% rispetto allo stesso periodo del 2018. Blocco delle prenotazioni e frequenti cancellazioni nel caso di prenotazioni già realizzate… la situazione è davvero preoccupante.

TGV fermi nelle stazioni… ingressi alla rete metropolitana sbarrati… il Boulevard Périphérique invaso da un traffico immobile… tutte immagini che hanno fatto il giro del mondo, spaventando un bel po’ di persone. E costringendo, come

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Gli affari vanno a gonfie vele anche per la ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale più potente del mondo.

‘Ndrangheta, un’organizzazione criminale in continua ascesa

1 January 2020
‘Ndrangheta, un’organizzazione criminale in continua ascesa
Roman Sigaev / Shutterstock.com

Chissà che cosa avrà pensato, la mattina di venerdì 20 dicembre, l’assessore regionale Roberto Rosso nel vedere gli agenti della Guardia di Finanza entrare nel suo ufficio, nel centro di Torino. Chissà se sarà rimasto sorpreso…

Avvocato, due volte viceministro (ai tempi di Berlusconi), ex parlamentare. E dallo scorso maggio, assessore nel Consiglio regionale del Piemonte, eletto con il partito sovranista Fratelli d’Italia. Una carriera politica solida, brillante. Un cursus honorum liscio come l’olio

Fino al 20 dicembre scorso, come vi dicevo. Quel giorno, Roberto Rosso è stato arrestato

con un’accusa infamante: quella di voto di scambio politico-mafioso. Più specificamente, il signor Rosso è accusato di aver chiesto un appoggio elettorale alla ‘ndrangheta, in occasione delle elezioni regionali della primavera scorsa.

Se vi state chiedendo come sia potuto entrare in contatto un uomo polit

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E inquietante è pure la realtà che emerge nel corso della serata descritta nel film Perfetti Sconosciuti

Perfetti Sconosciuti, quando un film è lo specchio di un’epoca

1 January 2020
<i>Perfetti Sconosciuti</i>, quando un film è lo specchio di un’epoca
Andrea Raffin / Shutterstock.com

Eva e Rocco — lei psicologa, lui chirurgo estetico — sono una coppia che sta attraversando un momento di crisi. Una sera, invitano a cena a casa loro un gruppo di amici. Due coppie: Cosimo e Bianca, novelli sposi, e Lele e Carlotta. E poi, c’è Peppe, divorziato da poco. La sua nuova fidanzata, Lucilla, non è potuta venire: è a letto con la febbre.

I primi ad arrivare sono Cosimo e Bianca. Portano in dono una bottiglia di vino biodinamico. Subito dopo, arrivano Lele e Carlotta. Il loro contributo alla cena è una torta: un tiramisù, delizia ipercalorica a base di biscotti imbevuti di caffè e ricoperti di una miscela di mascarpone, uova e zucchero. La serata si prospetta rilassante, senza grandi sorprese. Una serata tra vecchi amici, come tante altre prima. Un gruppo affiatato, un porto sicuro. Un po’ di chiacchiere, due risate, del buon cibo. Su Roma splende una bella luna piena.

Durante la

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La danza fa parte della sua vita da quando aveva 11 anni. È lo spazio che gli consente di vivere la parte più intima del suo io. Ora, a 44 anni, Roberto Bolle si concede il lusso di esplorare nuovi percorsi espressivi.

Roberto Bolle e il linguaggio universale della danza

1 January 2020
Roberto Bolle e il linguaggio universale della danza
Andrea Raffin / Shutterstock.com

Ultimamente, la televisione sembra avere un ruolo sempre maggiore nella sua vita. “Mi diverte, è molto stimolante. Ed è anche una sfida. È qualcosa di completamente diverso rispetto a quello che ero abituato a fare”. A parlare è Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala di Milano e principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York.

Nel corso di una video intervista pubblicata sul sito di Repubblica lo scorso 19 dicembre, Bolle ha presentato la terza edizione del suo show, Danza con me, in onda oggi su Rai1. Un programma che, fin dalla prima edizione, è stato un grande successo.

All’inizio — confessa Bolle — avevo un po’ di timore, ma dalla seconda volta in poi, grazie ai tanti commenti positivi che abbiamo ricevuto e al caloroso sostegno del pubblico, ho iniziato a rilassarmi”.

Roberto lo ammette: l’esperienza televisiva l’ha cambiato. Gli ha dato una nuova sicurezza. Il fatto

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