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2 September 2020

Episode #251

26 August 2020

Episode #250

19 August 2020

Episode #249

12 August 2020

Episode #248

5 August 2020

Episode #247

29 July 2020

Episode #246

22 July 2020

Episode #245

15 July 2020

Episode #244

8 July 2020

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Cari ascoltatori, benvenuti a questo nuovo appuntamento con il nostro programma! Io sono Mario e, oggi, è mercoledì 5 agosto. Iniziamo subito la puntata odierna, parlando della manifestazione che i negazionisti del coronavirus hanno tenuto sabato scorso a Berlino.

Berlino, negazionisti contro le restrizioni imposte per il Covid-19

5 August 2020
Berlino, negazionisti contro le restrizioni imposte per il Covid-19
Berit Kessler / Shutterstock.com

Sabato primo agosto, migliaia di persone, senza mascherina e senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza, si sono radunate a Berlino, per manifestare contro le misure imposte dal governo tedesco per evitare la ripresa dei contagi da coronavirus, definito dai manifestanti comela più grande cospirazione” di tutti i tempi.

I partecipanti al corteo, definiti "negazionisti" dagli organi di stampa, hanno sfilato per le vie del centro fino alla Porta di Brandeburgo, per gridare il proprio dissenso contro le misure, a loro dire ormai fuori luogo, se non addirittura eccessive.

Secondo le stime della polizia, hanno preso parte all’evento circa 20.000 persone, tra cui no-vax, rappresentanti dell’estrema destra, teorici della cospirazione, nostalgici dell’Impero germanico del 19esimo secolo, e tanti altri cittadini.

Al grido di “Siamo qui e siamo rumorosi, perché veniamo derubati della nostra

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Andiamo ora in Ungheria, dove poco tempo fa oltre 70 giornalisti del quotidiano online Index.hu, ultima voce dell’informazione libera nel Paese, si sono dimessi, per protestare contro il licenziamento del loro direttore, Szabolcs Dull, e l’ingerenza del governo di Viktor Orbán.

Ungheria, l’informazione libera sempre più in pericolo

5 August 2020
Ungheria, l’informazione libera sempre più in pericolo
Alexandros Michailidis / Shutterstock.com

Index.hu, il giornale indipendente online più letto dell’Ungheria, e una delle poche voci ancora libere nel Paese, da settimane si trova nel caos.

Venerdì 24 luglio, più di 70 giornalisti della redazione e altri membri del personale si sono dimessi dopo il mancato reintegro del direttore Szabolcs Dull, licenziato martedì scorso dall’editore László Bodolai, perché accusato di aver passato documenti interni riservati ad altri organi di stampa.

Nello stesso giorno, il partito liberale di opposizione Momentum ha organizzato per le vie di Budapest una protesta in solidarietà dei giornalisti di Index, in nome della libertà di stampa. All’iniziativa hanno partecipato migliaia di dimostranti.

Secondo i giornalisti di Index, la decisione di licenziare Dull è un segnale della “chiara ingerenza” politica da parte del Fidesz, il partito di Orbán, che sta esercitando pressioni finanziarie e politiche p

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Andiamo ora in Italia, per parlare delle critiche mosse dal centrodestra per la decisione del governo di prorogare lo stato di emergenza, fino al prossimo 15 ottobre.

Il centrodestra attacca la proroga dello stato di emergenza

5 August 2020
Il centrodestra attacca la proroga dello stato di emergenza
Daniele de Gregorio / Shutterstock.com

La scorsa settimana, il Parlamento ha dato il via libera alla proroga dell’attuale stato di emergenza fino al prossimo 15 ottobre, per continuare a usufruire di tutti gli strumenti utilizzati sinora per il contenimento della pandemia.

Una scelta che ha provocato le critiche dei partiti dell’opposizione. E anche quelle di qualche importante giurista, come Sabino Cassese, secondo il quale è possibile gestire il periodo post-Covid con strumenti ordinari.

Secondo Cassese, infatti, la richiesta di proroga non solo è illegittima, perché non si può “dichiarare lo stato di emergenza quando un’emergenza non c’è”, ma anche del tutto “inopportuna”, in quanto rischia di creare tensioni e divisioni nella cittadinanza.

Lo Stato di emergenza è regolato dalla legge 225 del 1992 sulla Protezione Civile, e può essere invocato in caso di situazioni di grave pericolo per l’incolumità dei cittadini, come un t

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Soffermiamoci ancora qualche minuto sulla politica italiana, per parlare dell’autorizzazione del Senato alla celebrazione di un processo nei confronti di Matteo Salvini per il caso Open Arms, la nave di una ONG spagnola carica di migranti, che un anno fa, per ordine del leader della Lega, restò bloccata al largo di Lampedusa per 19 giorni.

Il Senato autorizza il processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms

5 August 2020
Il Senato autorizza il processo a Matteo Salvini per il caso <i>Open Arms</i>
Valerio brignola / Shutterstock.com

Giovedì 30 luglio, il Senato ha discusso e approvato la richiesta del Tribunale dei ministri di Palermo di processare il leader della Lega Matteo Salvini per il caso Open Arms, con 149 voti favorevoli, 141 contrari e un astenuto.

Il reato di cui è accusato il leader della Lega risale a un anno fa, quando Salvini, allora ministro dell’Interno, ebbe un lungo braccio di ferro con la nave della ONG spagnola Open Arms, che ospitava a bordo circa 150 migranti, soccorsi al largo delle coste libiche.

La nave spagnola chiese al governo italiano l’assegnazione di un porto sicuro. Salvini, però, si rifiutò di autorizzare lo sbarco, lasciando l’imbarcazione e il suo equipaggio al largo dell’isola siciliana di Lampedusa per ben 19 giorni, nonostante le condizioni igienico-sanitarie a bordo della nave si facessero sempre più estreme, e nonostante i continui ricorsi presentati nei tribunali italiani dall

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Lasciamo la politica e parliamo di quanto si sia inasprita la disparità di genere in Italia in tempi di pandemia.

Italia e lavoro, la pandemia aumenta la disparità di genere

5 August 2020
Italia e lavoro, la pandemia aumenta la disparità di genere

L’Italia è stata uno dei primi paesi in Europa a risentire a livello sanitario, finanziario e sociale dell’epidemia del Covid-19.

Lo stop forzato di molte attività commerciali e la chiusura delle scuole hanno comportato un incremento del tasso di disoccupazione soprattutto tra le donne, che, in molte occasioni, sono state costrette ad abbandonare il posto di lavoro, per dedicarsi a tempo pieno ai figli rimasti a casa.

Secondo i dati diffusi dall’associazione umanitaria Save the Children, nel mese di luglio, durante l’emergenza sanitaria in Italia, 3 madri su 4 hanno visto aumentare il carico di lavoro domestico.

Lo scorso 29 luglio, il quotidiano La Stampa ha pubblicato una video-intervista, in cui tre donne italiane raccontavano una serie di esperienze vissute in prima persona negli ultimi mesi e nelle quali, a mio avviso, si rispecchia la condizione dell’intero Paese.

Parliamo di donne,

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