Far parte di un gruppo può essere molto vantaggioso. L’unione fa la forza, si sa. Ma, come pure si sa, per appartenere a un gruppo è necessario rispettare i principi e le regole su cui si fonda tale collettività. Questa logica vale per un gruppo di amici, un’associazione sportiva, un club di lettura, una compagnia teatrale. Vale, ancor di più, per un’organizzazione internazionale come l’Unione europea.
Come annunciava un articolo pubblicato lunedì 16 novembre sul quotidiano spagnolo El País, la difesa dello Stato di diritto è diventata il nuovo obiettivo dell’integrazione europea. Nella giornata di ieri, infatti, la Commissione europea ha avviato quello che sarà un lungo studio, paese per paese, in merito a una serie di fattori vitali per la salute di ogni democrazia: pluralità politica, indipendenza del sistema giudiziario, lotta alla corruzione, rispetto delle minoranze e della libertà
Lo scorso 7 ottobre, nell’osservare il clima politico e sociale nel quale si stava svolgendo la corsa per la Casa Bianca, avevamo commentato il ritmo e l’intensità dei colpi di scena che avevano punteggiato, fino a quel momento, la campagna elettorale: la notizia della nomina alla Corte Suprema della conservatrice Amy Coney Barrett al posto della progressista Ruth Bader Ginsburg… le rivelazioni pubblicate dal New York Times in merito alle dichiarazioni dei redditi del presidente Trump… il primo, caotico, dibattito televisivo tra i due candidati. Per arrivare, infine, al climax: la notizia del contagio da coronavirus di Donald Trump e altri membri del suo entourage.
Beh, come abbiamo visto, l’epilogo di questa storia non ha certo deluso. Per quattro giorni, dal 3 al 7 novembre, siamo rimasti tutti col fiato sospeso, inquieti e rosi da una curiosità crescente. Tutti con gli occhi incollati
Non dà cenno di volersi fermare, in Europa, l’avanzare della seconda ondata del Covid e, in questi giorni cupi, molti governi hanno optato per un ventaglio di misure volte a ridurre la socialità, nella speranza di contenere la dinamica dei contagi: da una serie di limitazioni agli orari di apertura di vari esercizi commerciali… al coprifuoco… fino ad arrivare a veri e propri lockdown.
Un po’ in tutto il continente, bar e ristoranti rimangono attivi solo per il servizio per asporto e le consegne a domicilio. Ma ad essere colpito da queste pesanti misure restrittive non è stato solo il mondo della ristorazione. Anche le librerie, in molti paesi, hanno dovuto chiudere temporaneamente i battenti. È il caso, ad esempio, della Francia, dove, di fatto, la decisione del governo ha suscitato proteste e malumori. Com’è possibile, si chiedono in molti, che nel Paese dei Lumi il libro non venga cons
“Sono la prima donna ad occupare questa carica, ma non sarò certo l’ultima”, diceva, la sera del 7 novembre, Kamala Harris, nel suo primo discorso ufficiale in qualità di futura vicepresidente degli Stati Uniti. “Sognate con ambizione”, diceva poi Harris, rivolgendosi alle bambine e alle ragazze in ascolto, invitandole a costruire un futuro libero da schemi e stereotipi sociali.
Parole semplici e bellissime, quelle di Kamala Harris. Parole che avremmo davvero bisogno di sentire più spesso e che, proprio per questo, non sono passate inosservate.
Le commentava, la settimana scorsa, anche la conduttrice televisiva e scrittrice Serena Dandini, ospite del talk show di attualità Otto e mezzo, condotto su LA7 dalla giornalista Lilli Gruber. Un commento per nulla casuale, dato che Serena Dandini, quella sera, si trovava in TV per presentare il suo ultimo libro, un romanzo dedicato a una donna id
Circa un anno fa, ho partecipato come spettatrice a un’asta di pittura e oggetti d’arte. Tenevo d’occhio, in modo particolare, un olio su tela del pittore triestino Carlo Wostry. Il dipinto era davvero bello e aveva scatenato un’accesa lotta tra un compratore presente in sala, un signore avvolto in un elegante cappotto grigio, e un offerente telefonico. Alla fine, l’aveva spuntata il signore del cappotto, con un’ultima, coraggiosa, offerta.
Bei tempi quelli in cui le aste erano un brulicare di compratori e curiosi ammassati in una sala, tutti col naso all’insù, ad ammirare le opere sfilare, una dopo l’altra, come una processione di attori sul palco di un teatro! Ma ora, in tempi di pandemia, le case d’aste si sono dovute adattare alla nuova realtà, dando protagonismo assoluto alle offerte telefoniche (o a quelle online).
Ed è a un compratore telefonico, un collezionista privato, che è stat