Venerdì 15 gennaio, il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, ha annunciato le dimissioni di tutto il suo esecutivo, sull’onda di uno scandalo legato alla cattiva gestione dei sussidi pubblici, emerso a seguito di un’inchiesta parlamentare.
Il rapporto dell’inchiesta, che si intitola “Ingiustizia senza precedenti”, descrive come le autorità fiscali olandesi si siano accanite su circa 20.000 famiglie, tra cui molti migranti e persone con doppia nazionalità, per il solo fatto che avessero commesso futili errori burocratici, tra il 2013 e il 2019, nei moduli per l'ottenimento del contributo statale destinato alla crescita dei figli.
Qualsiasi imprecisione, o vizio formale, — come nel caso di un errore di calcolo nella dichiarazione dei redditi, un timbro postale illeggibile, una firma apposta nello spazio sbagliato, o un insignificante errore di procedura — è stato interpretato come fraudolento, e quindi ritenuto passibile di sanzione.
L'ingiustificato rigore della burocrazia olandese accusò di frode fiscale migliaia di famiglie, costringendole ad indebitarsi e, in alcune occasioni, lasciandole sul lastrico.
Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa lo scorso 15 genna
Come sappiamo, in seguito all’assalto al Congresso degli Stati Uniti dello scorso 6 gennaio, tutte le principali piattaforme digitali hanno rimosso gli account personali del presidente Donald Trump, responsabile di aver aizzato i suoi sostenitori a commettere tali atti di violenza.
La decisione ha aperto un acceso dibattito nella gran parte delle democrazie occidentali sulla libertà di espressione e sul ruolo delle grandi multinazionali della tecnologia.
In quattro anni di presidenza, Trump ha sfruttato il megafono offertogli dai social network per diffondere disinformazione, avvelenare il dibattito pubblico, sbeffeggiare i propri avversari e fomentare odio nei loro confronti.
Ora, piattaforme come Facebook e Twitter sono accusate, da un lato, di aver agito con eccessivo ritardo, dall’altro, di essere intervenute su una questione di interesse pubblico che non compete loro.
Su questi temi si sono confrontati giornalisti, intellettuali e leader politici. Come per esempio Angela Merkel, che ha difeso la libertà di opinione come uno dei principi cardine della dinamica democratica.
Dopo aver condannato il comportamento irresponsabile del presidente Trump, la cancelliera tedesca, però, ha a
Lunedì 11 gennaio, i mezzi di stampa della Città del Vaticano hanno diffuso la notizia che Papa Francesco ha introdotto una modifica in una norma del Codice di diritto canonico, per rendere istituzionale la presenza femminile nell’ambito del servizio all’altare. In particolare, Jorge Mario Bergoglio ha stabilito che aiutare i sacerdoti nello svolgimento della liturgia e durante la comunione non sarà più una prerogativa del genere maschile.
In deroga a una disposizione nel 1972 voluta da papa Paolo VI, d’ora in poi, anche le donne potranno ufficialmente leggere le letture del giorno e dispensare l'eucaristia assieme al prete, durante le funzioni religiose. Attività, queste, storicamente considerate propedeutiche al sacramento del sacerdozio.
La nuova norma è stata istituzionalizzata con il cosiddetto motu propriu, un’espressione latina che indica il potere del Papa di prendere decisioni di propria iniziativa, senza cioè che ci sia stata una proposta formale da alcun organismo della Curia romana.
Il motu propriu, quindi, è uno strumento usato dal Pontefice per dare ai fedeli particolari indicazioni, per introdurre nuove realtà ecclesiastiche o, come nel caso che stiamo commentando, per
Il protrarsi delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 continua a mettere a dura prova il mondo del teatro, un settore che sta soffrendo immensamente per la carenza di introiti dovuta alla chiusura delle sale e alla sospensione degli spettacoli.
Imprenditori, attori, musicisti e maestranze da mesi lamentano di essere in grande difficoltà economica. È il caso, ad esempio, delle attrici Roberta Paolini e Marica Mastromarino, che lo scorso dicembre, a Milano, hanno dato vita al “Teatro Delivery”, un’iniziativa che aspira a portare a domicilio lo spettacolo e la cultura teatrale.
Analogamente a quanto accade con i servizi di delivery gastronomico, tutto funziona su prenotazione. Dopo aver ricevuto una richiesta, Roberta e Marica salgono in sella alle loro biciclette, mettono in spalla il grande zaino cubico giallo tipico dei rider, e si recano presso i cortili condominiali, le terrazze, le strade, o le piazze, dove, ad attenderle, ci sono i loro ‘clienti’.
Anziché cibo, all’interno dei loro zaini, le due attrici portano gli attrezzi del mestiere, insieme ai testi di spettacoli teatrali, offerti a prezzi che variano da un minimo di 7 a un massimo di 35 euro
Nella sera del 14 gennaio, il movimento apartitico “Uno non basta” ha organizzato, a Roma, una singolare iniziativa di protesta per chiedere al governo maggiori sforzi a sostegno delle politiche giovanili.
“Uno non basta” è nato a Torino a inizio gennaio, dalla collaborazione tra le associazioni no profit Officine Italia e Visionary Days. Nella sua pagina di Facebook, il movimento si descrive così: “Siamo giovani in Italia. Siamo troppi in aula e siamo solo un numero, siamo tirocinanti non pagati o siamo cervelli in fuga, siamo precari, se non siamo disoccupati”.
L’iniziativa di protesta si è tenuta nel centro storico della Capitale. Utilizzando un proiettore, gli attivisti hanno fatto apparire sulla facciata di Palazzo Chigi, storica residenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, una grande scritta luminosa, che recitava: “Chi non investe nei suoi giovani, non ha futuro”.
Il riferimento era chiaramente al Recovery Fund, un programma europeo da 750 miliardi di euro varato per stimolare la ripresa economica e sociale dei paesi più colpiti dalla pandemia del Covid-19.
Lo scorso 13 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il piano nazionale che stabilisce come spendere le