Una visita ufficiale a Washington, per un leader europeo, è sempre un momento importante, coreografato meticolosamente, come un rito di passaggio. Di certo, per il presidente del Consiglio Mario Draghi, quello dello scorso 10 maggio non è stato il primo viaggio nella capitale statunitense. Ma è stato, questo sì, il primo in qualità di capo del governo italiano. Un viaggio che avveniva, per di più, in un contesto di estrema tensione internazionale. E che per questo è stato osservato con grande attenzione da analisti e semplici cittadini. Come si sarebbe posto Draghi in rapporto all’alleato americano? Che cosa avrebbe detto in merito alla crisi ucraina? E mille altre domande…
Draghi non ha deluso. Ha voluto, innanzitutto, sottolineare la solidità dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Vladimir Putin “pensava di poterci dividere, ma ha fallito”, ha osservato in riferimento all’offensiva mil
A quasi 60 anni dalla sua prematura scomparsa, la talentuosa e fragile Marilyn Monroe continua ad affascinare il mondo. Il 2 maggio scorso, una celebrità da milioni di follower come Kim Kardashian si è presentata al Met Gala sfoggiando l’abito luccicante che l’attrice aveva indossato al Madison Square Garden, nella primavera del 1962, per cantare “Happy Birthday” al presidente degli Stati Uniti, e suo amante, John Fitzgerald Kennedy.
Una settimana più tardi, il 9 maggio, Shot Sage Blue Marilyn — una serigrafia realizzata da Andy Warhol nel ‘64 sulla base di un’immagine promozionale del film Niagara — veniva venduta all’asta nella sede newyorkese di Christie’s per 195 milioni di dollari, segnando un nuovo record per un’opera del XX secolo, dopo i 179,4 milioni conquistati nel 2015 da un celebre Picasso, Les Femmes d’Alger, Version ‘O’.
C’è un’interessante circolarità nella storia di Shot S
Maurizio Cattelan è un artista concettuale e, su questo punto, è sempre stato onesto. Confessa candidamente, nelle interviste, che le sue dita non sanno usare i pennelli, e ancor meno uno scalpello da scultore. È sempre rimasto piuttosto vago, invece, quando gli si è chiesto chi realizzasse le sue opere. “Mi affido a un’azienda”, aveva detto, nell’agosto del 2016, a una giornalista del settimanale Paris Match.
Eppure, dietro a tanti dei capolavori che hanno reso mondialmente famoso l’eccentrico artista, c’è — come raccontava il quotidiano francese Le Monde lo scorso 1º maggio — uno scultore parigino di formazione classica, Daniel Druet, a lungo collaboratore di un antico museo delle cere di Parigi, il Musée Grévin.
Deluso da una situazione che lo vedeva costantemente nell’ombra mentre Cattelan mieteva successi ovunque, Druet, qualche anno fa, ha deciso di citare in giudizio l’artista itali
“Parlo dalla parte dell’imprenditore: se metti una donna in una carica importante, poi non ti puoi permettere di non vederla arrivare al lavoro per due anni. Un imprenditore investe tempo, energia, denaro. Come responsabile della mia azienda, ho spesso puntato su uomini”.
Sono da poco passate le 2 del pomeriggio di sabato 7 maggio, quando la stilista Elisabetta Franchi — ospite del convegno Donne e Moda: il barometro 2022, organizzato a Milano dal quotidiano Il Foglio e dall’impresa di consulenza PwC Italia — pronuncia queste parole, riferendosi a gravidanze e permessi di maternità.
La scena si svolge in un elegante grattacielo di vetro del complesso residenziale CityLife. La platea è gremita. La conduttrice dell’evento, evidentemente presa alla sprovvista, prova a contestualizzare la dichiarazione. “Sì, perché una donna non veniva… non viene… aiutata…”, balbetta.
A quel punto, Franchi, fo
Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno, un desiderio che palpita sincero nel cuore. Alba Donati, poetessa e presidente del centro culturale fiorentino Gabinetto Vieusseux, ne è convinta. E l’ha dimostrato con i fatti. Nel dicembre del 2019, ha lasciato Firenze, e una vita comoda e ricca di impegni, per dedicarsi, anima e corpo, a un nuovo progetto: aprire una libreria a Lucignana, un paesino immerso nei boschi della val Garfagnana — un pugno di case di pietra, 180 abitanti in tutto —, in provincia di Lucca. Il paesino dov’è nata.
“Da quando ho aperto la libreria, non c’è conversazione che non includa la domanda: Come ti è venuta in mente l’idea di aprire una libreria in un paesino sperduto?”, raccontava Alba a Repubblica lo scorso 30 aprile. Ma le cose non vengono mai in mente per caso, o all’improvviso. Le cose, e cito le parole di Alba, “lievitano, ingombrano la nostra fantasia