Il disunito Regno Unito
Come forse già saprete, lo scorso 23 giugno gli inglesi sono andati alle urne, chiamati a decidere della permanenza dell’Inghilterra nell’Unione Europea. Un quesito semplice a cui rispondere: “Remain” o “Leave”? Quasi il 52% dei sudditi di Sua Maestà ha scelto di andare avanti da solo e di non fare più parte dell’Europa.
La notizia ha scatenato caos, confusione e paura per le possibili ripercussioni in Inghilterra e nei rimanenti 27 paesi dell’Unione. Com’era prevedibile tutte le borse sono colate a picco: la Brexit al momento è già costata 637 miliardi di capitali bruciati, il peggior calo dallo scandalo Lehman Brothers. I leader europei hanno serrato immediatamente le fila, lanciandosi in conferenze stampa piene di ottimistiche dichiarazioni, volte a rassicurare i cittadini, garantendo loro che le banche e i governi forniranno la necessaria stabilità finanziaria.
Il sorriso di Virginia Raggi e il muso lungo di Matteo Renzi
Domenica 19 Giugno nelle principali città italiane si sono svolti i ballottaggi delle elezioni amministrative 2016, di cui vi avevo già parlato in un precedente episodio. In sei capoluoghi di regione: Roma, Torino, Milano, Napoli, Bologna e Trieste, i candidati dei diversi schieramenti politici si sono dati battaglia per la sedia da sindaco.
Gli occhi dell’intero Paese erano tutti puntati su Roma, la capitale, dove la sfida era tra la candidata del partito populista Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi e il candidato del Partito Democratico, Roberto Giacchetti.
I giorni prima del voto sono stati caratterizzati dalla tensione e dallo scambio di colpi bassi tra i due aspiranti sindaci, all’insegna del political drama tanto amato dagli italiani. Se le sono date in tv, sui giornali, sui social media, rendendo il clima pre elettorale più che un confronto un vero e proprio “corpo a corpo”.
Ilaria Capua: un paradosso italiano
Nelle ultime settimane i giornali italiani non hanno fatto altro che parlare di lei, la ricercatrice in fuga da un paese che non la valorizza. Sembrano essersi accorti di lei solo adesso, nonostante le sue numerose e importantissime scoperte scientifiche, che durante questi anni di duro lavoro hanno contribuito a portare prestigio alla ricerca italiana.
Lo scorso 7 giugno anche la rivista americana Science ha dedicato un bell’articolo alla virologa, in procinto di lasciare l’Italia per gli Stati Uniti. Una storia davvero surreale quella della dottoressa Capua, stimatissima all’estero, ma poco considerata in Italia, dove, fino a poco tempo fa, la conoscevano solo gli addetti ai lavori. Eppure Capua è una star internazionale nel mondo della ricerca, per aver sequenziato per prima nel 2006, durante l’epidemia di aviaria, il genoma del virus H5N1 e per aver reso disponibili a tutti i risu
Il miglior ristorante al mondo è italiano
Lo scorso 13 giugno a New York, durante la cerimonia di assegnazione dei 50 Best Restaurants Awards, Osteria Francescana, noto ristorante modenese di proprietà dello chef Massimo Bottura, si è aggiudicata il primo posto nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo per il 2016. L’evento, finanziato da numerosi sponsor e redatto dalla rivista britannica Restaurant, secondo sondaggi fatti tra cuochi, ristoratori e critici gastronomici compone l’elenco dei migliori ristoranti al mondo dal 2002.
Non si può dire che la vittoria del ristorante emiliano sia stata una vera e propria sorpresa. Negli ultimi 8 anni ha via via scalato le prime 5 posizioni della classifica. Quest’anno ha sbaragliato la concorrenza, sconfiggendo in un testa a testa mozzafiato lo storico rivale, vincitore della scorsa edizione, il ristorante El Celler de Can Roca di Girona in Spagna.
La cerimonia di premia
Il calcio spiegato alle donne
Si sa le donne italiane, con dovute eccezioni, non sono particolarmente amanti del calcio. Del resto come dare loro torto. Non è colpa dello sport in sé, contro cui, sono certa, non hanno nulla in contrario, ma del fatto che sono costrette a passare intere serate e fine settimana ad assecondare l’insana e incommensurabile passione dei loro uomini fatta di partite in TV, tifo sfrenato, urla, improperi e una sequela infinita di trasmissioni a commento del pre e dopo partita.
Potremmo dire che quello tra le donne e il calcio è un amore mai sbocciato. Non stupisce dunque che queste martiri del tifo calcistico della domenica, per evitare di essere coinvolte in ulteriori noiose discussioni su calci di rigore, fuorigioco, espulsioni abbiano imparato a fingere di non capire nulla di questo sport.
Una finzione talmente ben recitata, da risultare più che credibile, vera al punto tale da dare