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10 April 2024

Episode #439

3 April 2024

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20 March 2024

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 13 marzo 2024. Io sono Mario e, come sempre, vi accompagnerò alla scoperta dei principali fatti di cronaca internazionale e italiana. Apriamo subito parlando di Freedom House, un’organizzazione senza scopo di lucro che stila ogni anno un rapporto sul grado di libertà nel mondo. Vediamo com'è stato il 2023, e cosa possiamo ragionevolmente aspettarci dal 2024.

Il 2023 ci ha lasciato un mondo meno libero

13 March 2024
Il 2023 ci ha lasciato un mondo meno libero
Muhammad Aamir Sumsum / Shutterstock

Misurare il grado di libertà di un Paese può suonare ambizioso. Di sicuro, è un compito che pone la sfida di come garantire l'imparzialità di un giudizio che, per forza di cose, si inserisce nei rapporti di potere tra Stati e organizzazioni. Un giudizio su cui possono incidere pregiudizi e altre fonti di distorsione.

Eppure, simili strumenti, per quanto migliorabili, sono tra le poche bussole che abbiamo per orientarci attraverso domande complesse e importanti sul mondo in cui viviamo. Quanto siamo liberi? Il cammino della civiltà umana sta progredendo, o regredendo, quando si parla di diritti e libertà?

Possibili risposte arrivano attraverso i rapporti annuali stilati da Freedom House, o dal Democracy Index dell'Economist. Proprio a inizio mese, è uscito quello di Freedom House, e le notizie non sono buone.

Per il diciottesimo anno di fila, infatti, le libertà civili sono diminuite a live

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Parlando di elezioni e libertà, da pochi giorni è andato al voto l'Iran, che dal settembre 2022 vive una stagione di crescente insofferenza popolare. A imporsi è stato in particolare il voto di astensione, una scelta che va letta alla luce del difficile contesto sociale del Paese.

Iran: lo sciopero dei votanti

13 March 2024
Iran: lo sciopero dei votanti
Public Domain, Link

Nel novembre 2022, di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'attivista Nazanin Boniadi era stata molto chiara nel richiedere l'aiuto della comunità internazionale per il suo Paese. "La repressione dei diritti umani non ha posto in nessuna cultura e gli iraniani stanno rischiando tutto perché il mondo lo capisca".

Da circa due mesi, l’Iran viveva un forte stato di agitazione sociale, con numerose proteste popolari. La scintilla che aveva fatto divampare il fuoco della rivolta era stata la morte della ventiduenne Mahsa Amini, presa in custodia dalla polizia morale per non aver indossato correttamente l'hijab. Al grido di "Donna, vita, libertà", la popolazione si era sollevata contro le ingiustizie di sempre, incontrando una repressione violentissima.

Ecco perché le elezioni dello scorso 1º marzo hanno avuto un valore diverso dal solito. Il regime iraniano ha comunque bisogn

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In apertura di puntata abbiamo citato gli Stati Uniti, un Paese che di recente ha visto l'incontro tra Joe Biden e Giorgia Meloni. Quest'ultima è stata impegnata in una sorta di mini-tour politico, che l'ha vista anche in Canada. In particolare la visita negli Stati Uniti ha suscitato varie reazioni, visti i rapporti storici e importanti tra i due Paesi. E tra queste reazioni, c'è stata anche qualche polemica.

Giorgia Meloni e il bacio “paternalista”

13 March 2024
Giorgia Meloni e il bacio “paternalista”
Public Domain, Link

Dal primo gennaio, l'Italia ha assunto la presidenza del G7, l'organizzazione intergovernativa che raduna le principali potenze economiche del pianeta. Così all’inizio di questo mese la premier Giorgia Meloni si è recata in visita ufficiale negli Stati Uniti e in Canada, incontrando Joe Biden e Justin Trudeau.

Per Meloni, questa presidenza è molto importante e non si esaurisce nei cerimoniali di rito. Dal 6 al 9 giugno, ci saranno le elezioni europee, e la tensione è palpabile all’interno della coalizione di governo.

In politica, l'immagine conta, e mostrarsi come una leader solida e accreditata è uno dei punti chiave della strategia di Meloni. A livello europeo, la destra di cui Meloni è espressione finisce spesso sul banco degli imputati quando si parla di temi come migranti, diritti LGBT+, aborto o per la politica estera.

Una parabola che sta progressivamente isolando politici come Orb

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Quanto è facile nel vostro Paese rinnovare il passaporto? Se ve lo chiedo, è perché in Italia negli ultimi tempi non è affatto facile. Anzi, è così difficile che molti rinunciano a viaggiare, con conseguenze che vi lascio immaginare. Ne parliamo nella prossima notizia.

Caos passaporti

13 March 2024
Caos passaporti
Tolikoff Photography / Shutterstock

I passaporti non sono tutti uguali, hanno in un certo senso una loro forza. Nascere in un Paese rispetto a un altro può aprire o chiudere frontiere, rendere i controlli ai confini una passeggiata, oppure un inferno.

Esiste persino una classifica del loro valore per chi viaggia, il cosiddetto indice Henley Passport. In base a questa speciale classifica, il passaporto più privilegiato appartiene all'Italia, prima a pari merito con Francia, Germania, Giappone, Singapore e Spagna.

Tra i Paesi sul podio, tuttavia, l'Italia è unica, e per motivi poco invidiabili. Da circa due anni, infatti, nel nostro Paese sta diventando quasi impossibile farsi rilasciare un passaporto, o rinnovarne uno scaduto.

Secondo un'inchiesta del Sole 24 Ore, nel migliore dei casi, i tempi di attesa sono nell'ordine di molti mesi. Nei portali online si scatena ogni mattina una caccia a colpi di clic per i pochi appunta

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Dopo la burocrazia, chiudiamo la nostra puntata di oggi con un altro aspetto caratteristico dell'Italia: la dipendenza di buona parte della stampa dai contributi pubblici. Un aspetto che bisogna avere a mente se si vogliono comprendere le dinamiche di potere tra politica e giornalismo.

I contributi all’editoria

13 March 2024
I contributi all’editoria
Michele Vacchiano / Shutterstock

Dal giornalismo ci aspettiamo uno sguardo vigile e critico sul potere. Ma che cosa succede se il giornalismo, per sopravvivere, dipende da quelle stesse persone su cui dovrebbe vigilare?

Il dilemma è tutto fuorché un semplice esercizio teorico, quando parliamo della stampa italiana. La stampa cartacea, infatti, è ancora molto diffusa, perché considerata più prestigiosa rispetto a quella digitale. Verso la rete prevale ancora una certa diffidenza quanto alla qualità.

Questa convinzione, tuttavia, si scontra con una continua emorragia di lettori e ricavi. Perciò il settore dipende in modo significativo da contributi statali, o da altre agevolazioni indirette che danno respiro ai bilanci in perdita.

Poiché si tratta di finanziamenti pubblici, ogni anno, a febbraio, esce il resoconto di quanto è stato dato, e a chi. È quindi l'occasione per fare alcune considerazioni su cifre e nomi dei destin

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