La sera di lunedì 18 marzo, al concerto organizzato sulla Piazza Rossa, a Mosca, per festeggiare il decimo anniversario dell’annessione della Crimea — e celebrare il risultato elettorale del giorno precedente — erano presenti sul palco, accanto a un Vladimir Putin fresco di rielezione, pure coloro che, sulle schede elettorali, erano apparsi come i suoi rivali. Nikolaj Charitonov, Leonid Sluckij e Vladislav Davankov. Candidati docili, che, pur essendo — nella narrazione del Cremlino — in corsa per la poltrona presidenziale, si erano dichiarati vicini a Putin. Non c’è limite, non c’è vergogna, nella messinscena. Nella farsesca narrazione offerta al pubblico.
Secondo i dati diffusi dal Cremlino, Putin è stato rieletto per un quinto mandato presidenziale con oltre l’87% dei voti, un risultato che gli consentirà di rimanere alla vetta dello Stato russo fino al 2030. O meglio: almeno fino al 2
523 voti favorevoli, 46 contrari e 49 astensioni. Questi i numeri che hanno portato il Parlamento europeo ad approvare, mercoledì 13 marzo, l’Artificial Intelligence Act: la prima legge al mondo volta a regolamentare in modo sistematico le applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale, nelle sue diverse forme. Per entrare in vigore, la normativa dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione europea
La Commissione europea, in realtà, aveva mosso i primi passi verso l’approvazione di una legge sull’intelligenza artificiale già nel 2021.
Come colpire un bersaglio in movimento. Negli ultimi anni — e negli ultimi mesi, soprattutto — lo sviluppo tecnologico in questo campo ha assunto un ritmo vertiginoso, spiazzante. Difficile — eppure necessario — imbrigliare un settore dai contorni ambigui, sfumati, in costante espansione.
Ora, dopo anni di lavoro e mille difficoltà, l’Artificial In
L’ultimo capitolo dell’infinita storia che vede protagonista il ponte sullo Stretto di Messina si sta scrivendo in questi giorni.
Lo scorso 15 febbraio, il consiglio di amministrazione della società incaricata di progettare e realizzare un collegamento stradale e ferroviario tra Sicilia e Calabria — un’opera che tutti, in Italia, conoscono come “ponte sullo Stretto” — ha approvato un nuovo documento. Un aggiornamento rispetto a quello che, nel 2011, era stato presentato come un progetto definitivo. A dare eco alla notizia, il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che, trionfante, ha definito il futuro ponte come “un’opera che porterà sviluppo e crescita in tutta Italia”. “Confermo che l’intenzione è aprire i cantieri entro l’anno 2024, e aprire il collegamento al traffico stradale e ferroviario nel 2032”, ha detto Salvini, in tono solenne, durante un intervento al Senato. Già l’a
Lo vediamo strappare, delicatamente, una fotografia in bianco e nero che lo ritrae giovane, negli anni ‘70, all’epoca delle prime avventure musicali. I lunghi capelli rossi a lambire le spalle. Lo sguardo deciso di chi vuole conquistare il mondo. Non c’è che dire: per quello che sarà l’ultimo tour della sua carriera, ha scelto un’immagine eloquente.
Cinque decenni di successi indimenticabili, 80 milioni di dischi venduti, più di 2000 concerti. Ora, a 72 anni, Umberto Tozzi ha deciso di dire addio alla scena live. E ha deciso di farlo in grande stile: L'ultima notte rosa - The final tour è un programma di concerti che, tra il 2024 e il 2025, lo porterà in tre continenti.
Al pubblico italiano, il cantautore torinese dedicherà otto date. Tra queste, il concerto del prossimo 20 giugno alle Terme di Caracalla, a Roma, e quello del 7 luglio, a Venezia, in piazza San Marco.
Per l'annuncio del su
“Carla Accardi è stata la più grande artista italiana del secondo Novecento”, afferma Daniela Lancioni, curatrice, insieme alla collega Paola Bonani, della mostra antologica che il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica, fino al 9 giugno, all’artista siciliana, in occasione del centenario della sua nascita.
Era audace e determinata, Carla, e conosceva il valore del suo talento. Seppe farsi strada, con intelligente tenacia, nel microcosmo artistico dell’Italia del dopoguerra, popolato da egocentriche figure maschili.
Personalmente, conoscevo già i suoi lavori astratti, le sue sperimentazioni con lo spazio e la percezione dell’oggetto artistico. Per questo, tra le immagini della mostra che Roma le dedica quest’anno, mi ha colpito un autoritratto, un piccolo olio su tela del 1946. All’epoca, Carla aveva ventidue anni, e quel quadretto era stato, per lei, una piccola sfida.
“Non si è mai vis