Sulle democrazie europee, che a giugno sono chiamate a rinnovare il loro parlamento comune, c'è un grande tema che tiene banco. La guerra in Ucraina.
Dal fronte giungono ormai aggiornamenti preoccupanti. Si delineano scenari in cui Kiev non potrà continuare a difendersi dall'invasione russa. Alla stanchezza mentale che rende parte della popolazioni europee contrarie all'invio di armi, si sommano i costanti rifornimenti di cui la Russia usufruisce, grazie a Paesi come Iran e Corea del Nord. L'Ucraina ha dalla sua il diritto internazionale, ma la Russia ha più uomini e più munizioni.
In questo quadro, bisogna tenere conto delle elezioni presidenziali che si sono svolte di recente in Slovacchia. A vincerle, lo scorso 6 aprile, è stato Peter Pellegrini.
Nazionalista ed euro-scettico, Pellegrini si è imposto alla seconda votazione, dopo che la prima tornata si era conclusa senza che nessun can
Alla fine, è arrivato l'annuncio ufficiale. Il regista britannico Ken Loach metterà da parte la cinepresa, e The Old Oak sarà quindi il suo ultimo film. Quando era uscito, nel 2023, e Loach aveva lasciato intendere che non sarebbe più tornato dietro la macchina da presa, tra gli addetti ai lavori era prevalso un certo scetticismo.
Loach, infatti, in passato aveva già fatto annunci simili. Ma l'urgenza di raccontare, unita allo spirito combattivo da regista impegnato, avevano prevalso. Stavolta, invece, a dieci mesi dall'uscita di The Old Oak, il regista, ottantasettenne, ha confermato a Variety che ormai ha detto tutto quello che aveva da dire. Ci vuole grandezza anche nel saper chiudere le pagine migliori di una storia, e quella di Loach con il cinema durava da sessant'anni.
Il regista ha salutato il suo pubblico con un ultimo piccolo gioiello, un film dedicato alla classe lavoratrice b
La politica ha i suoi luoghi comuni. Tra questi, uno vuole che, tra destra e sinistra, la seconda sia molto più litigiosa al proprio interno, mentre la destra sarebbe più brava a serrare i ranghi. Non so come siete messi nel vostro Paese, ma vi assicuro che in Italia questo luogo comune è azzeccato.
Prendiamo per esempio Elly Schlein e Giuseppe Conte, leader dei due principali schieramenti di opposizione, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Dopo una vittoria da alleati nelle elezioni regionali in Sardegna, la strada sembrava spianata, o quanto meno tracciata.
C'era la richiesta implicita di un cosiddetto "campo largo" tra partiti di opposizione, oltre al bisogno di scegliere candidati che rispecchiassero più la società civile. Insomma, più società civile e meno tatticismi da segreterie di partito.
Il momento politico attuale sarebbe favorevole a una scelta di questo tipo. Sul p
Nel film Siccità, del regista Paolo Virzì, si immagina una Roma distopica, molto simile alla città attuale. L'unica differenza è che non piove da tre anni, e i protagonisti si muovono sullo sfondo di una città desertificata.
A costo di sembrare allarmista, devo dire che è un futuro non troppo lontano quello rappresentato dal regista italiano. Guardando oggi alle notizie che arrivano dalla Sicilia, il timore che uno scenario del genere possa essere più vicino di quanto siamo disposti a credere è davvero forte.
A inizio mese, infatti, il presidente della Regione ha chiesto lo stato di emergenza a causa della siccità. A un inverno senza pioggia è seguita una primavera con temperature estive. Per il quarto anno consecutivo, le precipitazioni stagionali sono state sotto la media, e la scarsità di piogge ha colpito anche gli invasi che stoccano l'acqua, come le dighe. A risentirne sono stati pr
Era il 1976 quando il giornalista Eugenio Scalfari fondava La Repubblica. Il quotidiano nasceva con una fisionomia ben precisa, in un panorama politico fortemente radicalizzato. Voleva essere la voce di una sinistra laica e liberale, che non si facesse schiacciare dalla tradizione comunista e socialista, o dalla Democrazia Cristiana, principale partito dell'epoca.
La Repubblica diventò ben presto uno dei più importanti giornali italiani, e ancora oggi è il secondo per vendite, subito dopo il Corriere della Sera. Tuttavia, questi numeri non riflettono lo stato di salute effettivo del quotidiano, o lo fanno solo in parte.
A inizio mese, infatti, due eventi molto diversi tra loro hanno colpito il giornale. La data del 6 aprile ha coinciso con il centenario della nascita del fondatore, Eugenio Scalfari, scomparso due anni fa. È stata l'occasione per ricordare il grande impegno professionale de