La Germania si trova di fronte a un dilemma degno di Amleto. Allearsi o non allearsi? Protagonista del dilemma è Friedrich Merz. Ovvero il leader dell'Unione Cristiano-Democratica di Germania, il partito che fu di Angela Merkel.
La cancelleria tedesca nel 2020 mise un veto pesante come un macigno ad alleanze con Alternative für Deutschland, partito di estrema destra che definire ‘problematico’ è un eufemismo.
Lo scorso maggio, ad esempio, un tribunale tedesco ha stabilito che Alternative für Deutschland rappresenta un possibile rischio per la democrazia. E al parlamento europeo il partito è stato espulso dal gruppo di cui faceva parte, Identità e Democrazia. Il motivo? Un'intervista in cui un esponente di spicco della formazione si è rifiutato di condannare le SS naziste. Insomma, troppo estremisti persino per gente come Matteo Salvini o Marine Le Pen.
Tuttavia, in Germania, proprio in occ
Centotrentaquattro anni, ovvero cinque generazioni. Tanto bisognerà aspettare prima di arrivare alla vera parità di genere. A dirlo è la fonte più autorevole che potrete sentire sull'argomento, il Global gender gap report, un documento che ogni anno viene redatto dal Forum Economico Mondiale.
C'è poco da essere ottimisti, insomma. Conviene anzi armarsi di molto realismo e senso pratico per guardare in faccia la realtà che emerge dai 146 Paesi analizzati dallo studio. Una fotografia del presente che è anche un album degli ultimi diciotto anni, visto che il Global gender gap report viene redatto dal 2006.
E cosa dice in dettaglio questo album? Quattro sono le aree chiave fotografate: economia, istruzione, salute e politica. In nessun Paese al mondo è stata raggiunta la piena parità nei diritti tra uomini e donne.
Meglio di tutti fa l'Islanda, la piccola isola europea che si trova tra Groenl
Il 15 giugno Roma è stata sommersa da una marea arcobaleno per le celebrazioni del Pride: un corteo variopinto e festoso che ha sfilato da Piazza della Repubblica fino al Colosseo, per un'occasione più speciale che mai.
Giugno è da tradizione il mese del Pride, ma quest'anno il corteo romano ha celebrato anche una ricorrenza importante, i trent'anni della prima manifestazione di questo tipo in Italia. Avvenne infatti nel 1994, sempre a Roma. Quattro anni prima, l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva tolto l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, ma nel Paese restavano fortissimi i pregiudizi verso la comunità LGBT+.
Sono passati tre decenni, ma, tra i Paesi del vecchio continente, l'Italia, purtroppo, resta ancora agli ultimi posti per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti LGBT+. In Europa occidentale, ad esempio, è l'unico Paese a non aver riconosciuto il matrimon
Tra i tanti riti di passaggio alla maggiore età, per gli studenti italiani c'è l'esame di maturità. Ogni anno, tra giugno e luglio, gli studenti che completano il ciclo delle scuole superiori si cimentano in varie prove, orali e scritte. Dopodiché dovranno scegliere la strada che segnerà molti degli anni a venire, o addirittura l'intera vita: mondo del lavoro, oppure università?
Si tratta di un momento molto sentito nella cultura del Paese, immortalato anche da una celebre canzone di Antonello Venditti, Notte prima degli esami. Un brano degli anni Ottanta che nel 2006 ha dato il titolo a un fortunato film di Fausto Brizzi, la classica commedia generazionale tra crisi esistenziali e struggimenti amorosi. Insomma, passano gli anni, cambiano le mode, ma quel momento di angoscia che segna la soglia della vita adulta rimane.
Così il 19 giugno, in una calda mattinata d'estate, a più di mezzo mil
"Felliniano" è un aggettivo ben noto agli amanti del cinema, e attesta prima di tutto l'influenza, stilistica e, più in generale, culturale, del grande maestro Federico Fellini. Indica una poetica ben precisa, in equilibrio tra autobiografia, raffinate ironie e atmosfere oniriche.
Ma il cinema di Federico Fellini non sarebbe stato lo stesso senza le sue "muse". Personaggi femminili che sapevano essere perno dei desideri o controcanto delle ossessioni dei protagonisti maschili.
Le muse felliniane erano tali per la capacità di ispirare il regista, che dalla semplice osservazione traeva grandi intuizioni per la cinepresa. Ma anche perché, in alcuni casi, quell'ispirazione si intrecciava ad amori fuori dallo schermo.
Amori che duravano quanto un film in lavorazione, o che si consumavano per tutta una vita, come nel caso dell'attrice Sandra Milo. Un intreccio tra vita e opere che è quasi una