Non ha voluto aspettare i risultati definitivi delle elezioni europee per rivolgersi ai francesi, Emmanuel Macron. Dopo gli exit poll, la sera di domenica 9 giugno, con un colpo di scena da tragedia greca, il presidente ha comunicato in TV l’intenzione di sciogliere la camera bassa del parlamento e convocare elezioni legislative anticipate. Una scelta, quella di Macron, che è apparsa a molti come impulsiva, politicamente suicida.
Il disastro, confermato poi dai risultati definitivi, in ogni caso, è evidente. Innegabile, il trionfo di Rassemblement National. La formazione di estrema destra guidata da Marine Le Pen e Jordan Bardella è infatti al primo posto nelle preferenze dei francesi, con oltre il 31% dei voti, superando di circa 17 punti la lista promossa dal partito di Macron, Renaissance.
Gli elettori francesi, nuovamente chiamati alle urne, potranno votare in due turni: il 30 giugno
Lo scorso maggio, commentando le strategie di campagna dei principali partiti italiani in vista delle elezioni europee, avevamo dedicato uno spazio di riflessione pure a Forza Italia, terzo partito, per volume di voti, nel governo Meloni. Avevamo osservato come la formazione, ormai orfana del suo leader e fondatore, Silvio Berlusconi, faticasse a conquistare nuova credibilità presso gli elettori. Avevamo inoltre osservato come il partito, incerto sul potenziale elettorale dell’attuale segretario, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, avesse deciso di mantenere il cognome “Berlusconi” sui manifesti elettorali. Sperando, avevamo detto, in un miracolo.
Beh, forse eravamo stati un po’ troppo severi, perché quel miracolo, in un certo senso, c’è stato. Alle elezioni europee, lo scorso 9 giugno, Forza Italia ha superato la Lega di Matteo Salvini, quanto a numero di voti, conquistando un non d
Era da quasi cinquant’anni che lo stadio Olimpico di Roma non ospitava un’edizione dei campionati europei di atletica leggera. L’edizione di quest’anno, svoltasi dal 7 al 12 giugno, è stata un vero trionfo corale per l’Italia, che ha conquistato, complessivamente, 24 medaglie. Un’edizione spettacolare fino alla fine. Coronata con l’emozione dell’oro nell'ultima gara in programma: la staffetta maschile del 4x100.
Un trionfo corale, dicevamo. Ma chi, più di ogni altro atleta, ha saputo monopolizzare l’attenzione dei media è stato Gianmarco Tamberi, campione olimpico nel salto in alto ai Giochi di Tokyo 2020 e campione del mondo ai Mondiali di atletica di Budapest 2023. E oggi, nuovamente campione.
Quanto impegno, quanta ferrea disciplina, dietro al sorriso — solo all’apparenza spensierato — di Gimbo, come lo chiamano amici e colleghi.
Martedì 11 giugno, a Roma, Gianmarco Tamberi ha vinto un
Un pentolino nella mano sinistra, un cucchiaio nella destra, lo sguardo concentrato di chi sta creando un’opera d’arte. Fa venire in mente l’action painting di Jackson Pollock, lo chef Massimo Bottura, mentre versa liquide salsine colorate sui piatti che accoglieranno le sue pietanze. Un’associazione d’idee per nulla casuale. Assieme alla cucina, infatti, l’arte contemporanea è, da sempre, la grande passione del celebre chef modenese.
Massimo Bottura, proprietario, tra le altre cose, del ristorante Osteria Francescana — tre stelle Michelin, due volte premiato come miglior ristorante al mondo da The World’s 50 Best Restaurants —, è stato invitato a creare il menù per due delle cene ufficiali del 50° vertice del G7, svoltosi dal 13 al 15 giugno in Puglia presso il resort di lusso Borgo Egnazia, molto amato da politici e celebrità. La riunione è apparsa tesa, pervasa da un’atmosfera fosca c
Suo padre, che di mestiere faceva il cuoco, immaginava per lui un futuro da medico, o da architetto. Ma lui, sin da piccolo, aveva altri progetti. Altri sogni. Una vecchia fotografia, pubblicata lo scorso 26 maggio sul Corriere della Sera, lo ritrae bambino, al mare. Guarda dritto nell’obiettivo e mostra orgoglioso un polpo appena pescato. Un piccolo trofeo.
A otto anni, Antonino Cannavacciuolo aveva già deciso che, da grande, avrebbe fatto lo chef. Accompagnava suo padre nelle cucine dei grandi ristoranti e osservava affascinato quel mondo magico, quella veloce coreografia di pentole, cuochi e camerieri.
E poi, c’era la cucina di casa. Intima, accogliente, vibrante di profumi e colori mediterranei. Uno spazio nel quale la nonna si muoveva indaffarata sin dalle 6 del mattino, intenta a preparare i piatti della tradizione. “Ti alzavi… e nell’aria già sentivi un profumo di cipolla…”, ricor