La calma regnava nuovamente nelle strade di La Paz la mattina di giovedì 27 giugno, a poche ore dal sollevamento militare che aveva minacciato il governo del presidente Luis Arce. Nelle vie del centro scorreva il fiume del traffico, mentre negozi e uffici si preparavano a una nuova giornata di attività.
Ma quella era una calma tesa, colma di inquietudine. La rivolta del generale Juan José Zuñiga, il comandante dell’esercito destituito da Arce il giorno prima, era durata appena tre ore, ma aveva gettato il paese nell’incertezza, evocando cupi spettri del passato.
Il 26 giugno, attorno alle tre del pomeriggio, Zuñiga e un gruppo di militari avevano preso il controllo di piazza Murillo, cuore politico di La Paz. Poco dopo, un mezzo blindato era entrato a Palacio del Quemado, sede del governo. Luis Arce, che si trovava nell’edificio, aveva immediatamente denunciato via X la “mobilitazione ir
Nel febbraio del 2021, nel bel mezzo del colpo inflitto al settore turistico dalla pandemia del Covid, l’amministrazione della città di Barcellona annunciava di voler vietare l’affitto di stanze per soggiorni inferiori a 30 giorni. Una misura pensata per combattere la proliferazione degli affitti turistici nell’area urbana e il pesante impatto economico del fenomeno sulla popolazione residente. Sapendo di poter fare un sacco di soldi con turisti e nomadi digitali, i proprietari non erano più interessati ad offrire i loro immobili con uno schema d’affitto a lungo termine.
Erano anni, in realtà, che la progressiva crescita del numero degli immobili offerti in locazione per periodi brevi faceva discutere nella capitale catalana. Una popolazione sempre più stufa chiedeva alla politica di agire.
Io ho osservato tutto ciò in prima persona. Il 15 agosto 2017 atterravo a Barcellona dopo tanti ann
Nello stereotipo collettivo, Milano è la città del business. Dinamica e audace. Contemporanea e cosmopolita. Tempio del design, della moda e della finanza. Ma Milano è pure una città d’arte, custode di immensi tesori. Come L’ultima cena di Leonardo da Vinci, o la splendida collezione del Museo del Novecento. O come la collezione d’arte esposta nelle sale del Palazzo di Brera, gioiello del seicento lombardo.
Proprio il Palazzo di Brera — sede, oltre che dell’omonima pinacoteca, pure della biblioteca nazionale Braidense — è stato al centro, nei giorni scorsi, di un’accesa polemica.
Una polemica divampata attorno a una stella del mondo dell’e-commerce: l’esperta in cosmetica Cristina Fogazzi, nota nella sfera social come “Estetista Cinica”.
Quella di Fogazzi, classe 1974, è una storia esemplare, quasi fiabesca. La storia di una spettacolare rinascita dopo un momento di crisi. Licenziata, qua
La sera di giovedì 20 giugno, a Gelsenkirchen, in Germania, si giocava, nell’ambito del campionato europeo di calcio 2024, un’intensa partita tra Italia e Spagna, storiche rivali calcistiche. Molte le persone con gli occhi incollati allo schermo del televisore, a tifare per la nazionale. Gruppi di amici nei bar, famiglie intere riunite nel salotto di casa. Tra loro, ad Altavilla Vicentina, in una bella casa immersa nel verde della campagna veneta, c’era anche la famiglia dell’ex attaccante e centrocampista Roberto Baggio, uno dei migliori giocatori nella storia, vincitore, nel ‘93, del Pallone d’oro.
Ma quella che sarebbe dovuta essere una piacevole serata si è presto trasformata in un incubo per Baggio, sua moglie e due dei suoi figli, in una dinamica simile alla trama di un film.
Improvvisamente, verso le 22, sei persone armate, un vero e proprio commando, hanno fatto irruzione nella vil