| Romina: | Mercoledì 11 dicembre il Parlamento del Canton Ticino, in Svizzera, ha approvato una legge, che prevede l’innalzamento progressivo del salario minimo per tutti i lavoratori impiegati nel territorio. Secondo quanto riportato dai giornali, la norma stabilisce una paga oraria minima compresa tra i 19,75 e i 20,25 franchi svizzeri. Questo significa che la busta paga mensile parte ora da 3.200 franchi, circa 2.900 euro. |
| Stefano: | Scusa se ti interrompo, Romina! Non capisco cosa c’entri tutto questo con l’Italia. |
| Romina: | C’entra eccome, credimi! Come è stato scritto in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso 13 dicembre, la legge appena approvata è l’ennesimo tentativo da parte del governo ticinese per frenare “l’invasione” dei frontalieri italiani, che ogni giorno varcano il confine per andare a lavorare in Svizzera. |
| Stefano: | Hai perfettamente ragione! Se non erro, qualche tempo fa gli svizzeri hanno votato il referendum per introdurre delle quote d’ingresso per i lavoratori stranieri. |
| Romina: | È proprio così. Il referendum, a cui ti riferisci si è svolto nel febbraio del 2014. La proposta era stata approvata a maggioranza dagli elettori, ma non è mai entrata in vigore a causa degli accordi di libera circolazione, sottoscritti dalla Svizzera con l’Unione Europea. |