“Che bella eredità ci ha lasciato Trump!”, mi diceva un’amica, con sarcasmo, la sera del 24 giugno, a poche ore dalla sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti, revocando la storica Roe v. Wade, aveva cancellato il diritto all’aborto a livello federale, lasciando ai singoli stati la libertà di legiferare in materia.
In effetti, l’attuale disequilibrio tra forze reazionarie e progressiste alla Corte Suprema è un sottoprodotto dell’era Trump. Come infatti sappiamo, il 45º presidente degli Stati Uniti ha nominato ben tre giudici, tutti di solido stampo conservatore.
Interessanti, per la loro ipocrisia, le parole di Brett Kavanaugh, uno dei giudici scelti da Trump, che ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma che la decisione della Corte “non rende illegale l’aborto su tutto il territorio nazionale. Al contrario, restituisce alle persone e ai rappresentanti da loro elett
Al cinema, queste immagini le avremmo viste in split screen. Domenica 19 giugno. Da una parte, Iván Duque, presidente uscente della Colombia, cammina su un sontuoso tappeto rosso—i passi silenziosi, attutiti dalla stoffa morbida; il volto impettito di un monarca d’altri tempi. Dall’altra, una canoa, colma di gente, scivola sulle acque placide del fiume Atrato, nel Chocó, una delle zone più povere del paese.
Due mondi paralleli, eppure tanto il presidente Duque quanto il gruppo che viaggia sulla canoa sono mossi da un proposito simile: andare alle urne, per eleggere il prossimo presidente della Repubblica. Di certo, le loro scelte saranno antitetiche. Duque voterà per Rodolfo Hernández, un ricco imprenditore immobiliare, famoso sui social per i suoi messaggi anti-corruzione, e le sue gaffe. Certo, avrebbe preferito Fico Gutiérrez, candidato ‘indipendente’ di destra, vicino all’establishme
Un accademico quarto d’ora di ritardo — la conferenza stampa era convocata per le 21.15 —, e poi Di Maio appare davanti ai giornalisti, assiepati in una sala dell’Hotel Sina Bernini Bristol, in piazza Barberini, a pochi passi da via Veneto.
Martedì 21 giugno, solstizio d’estate. Una data simbolica quella scelta da Luigi Di Maio per mettere fine alla sua esperienza nel Movimento 5 Stelle. Ma la crisi che ha tracciato una crepa nella formazione politica che alle ultime elezioni legislative, nel 2018, era stata la più votata non era una scossa improvvisa.
Di Maio legge il suo discorso col tono calmo di un professionista. Di uno che ormai maneggia con perizia gli strumenti dell’oratoria. Enfasi teatrali, accelerazioni, pause al momento giusto. Annuncia la sua uscita dal Movimento e l’imminente creazione di due nuovi gruppi parlamentari—uno alla Camera e uno al Senato. La sua è “una scelta sof
L’Italia, una penisola a forma di stivale che si allunga nel blu del mare; dall’Adriatico, allo Ionio, al Tirreno. Una penisola dove la spiaggia è “un lusso per ricchi”. A dirlo, un’inchiesta pubblicata sul settimanale L’Espresso lo scorso 17 giugno.
In vista dell’estate, L’Espresso ha voluto esplorare le coste di un paese… diviso a metà. Proprio così. Il 50% dei 3.346 chilometri di spiagge accessibili che vanta la nostra penisola è oggi controllato da stabilimenti balneari privati.
Beh, mi direte, il resto delle spiagge è pubblico, liberamente fruibile. Sì, certo. Purtroppo, però, la qualità di questi tratti di costa lascia a desiderare. Si tratta, infatti, spesso, di aree non balneabili perché inquinate—situate nei pressi di porti, foci di fiumi, o perimetri industriali. Le spiagge gratuite e belle esistono, sì, ma sono delle perle rare, perché la tendenza alla privatizzazione è in cre
Fasciata da uno splendido tubino rosa metallico, lo scorso 11 giugno, ha fatto da madrina all’edizione 2022 del Roma Pride. Ha percorso le vie del centro, fino a piazza della Repubblica, alla testa di un corteo che ha visto la partecipazione di 900.000 persone. Al suo fianco, il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
Un’idea davvero indovinata, quella di scegliere come madrina della grande manifestazione Elodie Di Patrizi, una cantante dalla voce morbida e potente, ma anche un’artista fortemente impegnata nella difesa dei diritti delle donne e della comunità LGBT+. Una donna che sa che il cammino verso il coronamento di sogni e diritti è irto di ostacoli.
Lei, nata in periferia, in una borgata creata negli anni Ottanta come progetto di edilizia popolare, il centro di Roma lo conosce bene. Da piccola, insieme alla sorella, accompagnava i genitori