L’immagine è un classico degli incontri alla Casa Bianca d’inverno. Due uomini, due presidenti, siedono vicini, su due comode poltrone chiare. Si guardano negli occhi, impegnati in una conversazione dal tono amichevole. Un bel caminetto di marmo, alle loro spalle. Il fuoco acceso. L’atmosfera è intima, distesa, com’è normale in un contesto del genere.
Ma niente in questo incontro, avvenuto mercoledì 22 dicembre a Washington, è normale. Perché l’uomo che siede a fianco di Joe Biden nello Studio Ovale è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla sua prima visita ufficiale all’estero dallo scoppio, lo scorso 24 febbraio, della guerra che lacera il suo paese.
Zelensky aveva lasciato l’Ucraina in gran segreto il giorno prima, seguendo un percorso di viaggio disegnato nei minimi dettagli grazie a una stretta collaborazione tra intelligence statunitense e servizi ucraini.
Nel pomeriggio di ma
L’età dell’oro olandese. Quel periodo che va dalla fine del XVI all’inizio del XVIII secolo, e che segnò per i Paesi Bassi un periodo di grande sviluppo e ricchezza: dinamismo commerciale, progresso scientifico, splendore artistico. Ammettiamolo: la prima cosa che ci viene in mente, pensando a quell’epoca storica, è, con ogni probabilità, La ragazza col turbante di Vermeer. O, chissà, la Pesatrice di perle. O la Donna che scrive una lettera.
Delicate melodie di colori. Composizioni dall’equilibrio squisito. Gesti e sguardi capaci di fermare il tempo, congelarlo. Atmosfere borghesi, eleganti. Ma tutta quell’armonia, quella tranquilla opulenza, si reggeva su una realtà caotica e oscura. Crudele.
Una realtà per la quale il primo ministro Mark Rutte ha finalmente chiesto perdono. Dieci anni fa, non l’aveva voluto fare. Ora, però, il clima collettivo, in Olanda e nel mondo, è cambiato, anche g
Ora che non è più a Palazzo Chigi, l’ex premier Mario Draghi assapora, finalmente, un po’ di libertà. “Faccio il nonno, e mi godo il diritto dei nonni di poter scegliere che cosa fare. Anche per questo, ho chiarito che non sono interessato a incarichi politici o istituzionali, né in Italia né all’estero”, ha detto, la settimana scorsa, al Corriere della Sera.
Un riposo più che meritato. Nei 20 mesi che hanno segnato il suo governo — un governo di unità nazionale nato il 13 febbraio 2021 per guidare il paese in un momento di grave crisi sanitaria, sociale ed economica —, Draghi ha affrontato molte sfide, molte decisioni difficili.
Tra queste, l’introduzione del green pass e dell’obbligo vaccinale per gli over 50 —un limite alla libertà individuale, messo in atto “per garantire a tutti il diritto alla salute, soprattutto ai più fragili”—. Altrettanto impegnativa la scelta di riaprire le sc
“Chi parla male, pensa male. E vive male. Bisogna trovare le parole giuste. Le parole sono importanti!”, diceva Michele Apicella, il personaggio interpretato dal regista e attore romano Nanni Moretti nel film Palombella rossa.
È facile immaginare la genesi della passione per la purezza linguistica di Moretti, figlio di un’insegnante di lettere al liceo classico e di un docente universitario di epigrafia greca. Una passione che, in ogni caso, sembra animare pure Eike Schmidt, lo storico dell'arte tedesco che, dal novembre 2015, ricopre la carica di direttore di uno dei complessi museali più famosi del mondo: le Gallerie degli Uffizi di Firenze.
Ha fatto notizia, infatti, lo scorso 22 dicembre, una circolare nella quale il direttore del polo museale fiorentino dava ai suoi dipendenti una serie di norme volte a favorire “una corretta ed omogenea stesura dei testi” nelle comunicazioni di amb