La società multinazionale taiwanese Foxconn è oggi la più grande produttrice al mondo di componenti elettronici, e vanta tra i suoi clienti giganti come Amazon, Apple, Dell, Microsoft, Nintendo e Nokia. Pur essendo, come dicevamo, di proprietà taiwanese, l’azienda è molto presente pure nella Cina continentale.
Di Foxconn, e dell’enorme fabbrica che la società possiede nella città cinese di Zhengzhou, nella centrale provincia di Henan, si è parlato molto in questi giorni.
Nella notte tra il 22 e il 23 novembre, nello stabilimento, un colosso nel quale lavorano 200.000 operai, è scoppiata una rivolta. Scintilla del conflitto: una serie di difficoltà legate al draconiano lockdown imposto dalle autorità dopo che, a fine ottobre, sono stati rilevati numerosi casi di positività al Covid all’interno del complesso.
Le immagini delle proteste, apparse sui social cinesi e su numerosi giornali occid
“Mi ero ripromesso di boicottare il Mondiale del Qatar… ma, a volte, è difficile resistere. E così, ho scelto un compromesso. Non seguo le partite dall’inizio alla fine; vedo solo qualche momento, frammenti di gioco a caso”, mi diceva l’altro giorno un amico di Malaga all’indomani della vittoria della Spagna contro la nazionale del Costa Rica, battuta 7 a 0. Quello del mio amico è, oggi, il dilemma di milioni di persone, combattute tra la passione per il calcio e il disgusto verso un regime, quello qatariota, che calpesta, nel modo più insolente, diritti e libertà.
Un dilemma non da poco, perché il campionato mondiale di calcio che si sta giocando in questi giorni in Qatar ha generato malumori, indignazione e polemiche sin dal momento — dodici anni fa — in cui è stato assegnato al piccolo, e ricchissimo, emirato del Golfo Persico.
Un’assegnazione che è sempre sembrata assurda, illogica, s
Il canale televisivo La7 è stato un apripista, inaugurando un nuovo spazio dedicato al calcio femminile, per troppo tempo ignorato, relegato ai margini del panorama sportivo nazionale. La svolta ha preso forma nell’estate del 2021. Come raccontava, infatti, allora, la giornalista e conduttrice televisiva Cristina Fantoni, La7 si apprestava in quel momento a lanciare un nuovo programma, pensato, appunto, per dare visibilità al talento e all’energia del campionato di calcio femminile. Una partita a settimana, il sabato pomeriggio, accompagnata da commenti e analisi tecniche. Nella migliore tradizione del calcio professionale.
Insomma, sembra che qualcuno, ai vertici decisionali dell’universo sportivo italiano, abbia finalmente intravisto, nel calcio femminile, un grande potenziale strategico. Il calcio femminile, sentiamo dire ora, è emozione, spettacolo, business. Un’ovvietà? Sì. Eppure, c
Il 4 agosto 2020, poco dopo le sei del pomeriggio — l’ora del traffico nelle vie del centro, delle passeggiate sul lungomare — un’esplosione violentissima scuoteva il porto di Beirut. Una fitta nube di fumo color arancio divorava il cielo. L’onda d’urto invadeva veloce ogni cosa — le vie affollate di Hamra, i palazzi di Achrafieh —, lasciando ovunque grumi di cemento, schegge di vetro e metallo. Pesantissimo il bilancio della tragedia: oltre 200 morti, quasi 7000 feriti.
A causare l’esplosione erano state 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, stoccate dal 2013 in un magazzino del porto, vicino a fuochi d’artificio e carburante. Una vera bomba a orologeria.
Tra le vittime dell’esplosione, c’era pure il palazzo Sursock, splendido edificio costruito, tra il 1850 e il 1860, in stile gotico veneziano. Mobili di pregio, immensi tappeti, una biblioteca multilingue, dipinti di Luca Giordano, Gu
Sulla sommità di un’alta colonna, al centro del Portal de la Pau di Barcellona — la bella piazza ellittica che crea un ponte ideale fra La Rambla e il mare — Cristoforo Colombo, il famoso navigatore genovese, indica, il braccio destro teso, la via delle Americhe.
Genovese? Su questo punto, in realtà, le opinioni divergono. Come raccontava, infatti, lo scorso 22 novembre, il Guardian, alcuni ricercatori, spinti dal desiderio di verificare una teoria secondo la quale Colombo non sarebbe nato a Genova, ma nella regione spagnola della Galizia, hanno riesumato le ossa di un ecclesiastico vissuto nel XV secolo.
I libri di scuola raccontano che Colombo nacque a Genova nel 1451. Ma non tutti, come dicevamo, sono d’accordo. C’è chi sostiene, infatti, che il celebre esploratore fosse nato nella penisola iberica: in Catalogna, a Valencia, a Guadalajara, in Galizia, o in Portogallo. In quest’ultimo c