Nella mitologia greca, il titano Prometeo veniva punito dagli dèi per aver rubato loro il fuoco, donato poi agli uomini. A Prometeo toccò una condanna terribile: mentre era incatenato a una roccia, ogni giorno un’aquila gli divorava il fegato, che ricresceva durante la notte.
La vicenda di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, evoca, per certi versi, il mito di Prometeo. Invece di donare il fuoco agli uomini, Assange ha illuminato i segreti delle stanze del potere, cambiando per sempre il volto del giornalismo nell’era digitale.
Ma, come Prometeo, Assange ha incontrato una sorte durissima. Dal 2019, infatti, è prigioniero in un carcere di massima sicurezza nel Regno Unito, in attesa di essere estradato negli Stati Uniti. Là lo attendono accuse molto gravi, tra cui quella di spionaggio, per la quale rischia fino a 170 anni di carcere. Prima ancora del carcere, Assange ha vissuto per set
Sono trascorsi più di nove mesi dal 24 febbraio, giorno in cui le forze armate russe hanno dato il via all’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Il rigido inverno ucraino è ormai alle porte, i principali analisti militari concordano sul fatto che la guerra entrerà in una nuova fase. Risulta infatti difficile condurre controffensive quando il gelo imperversa.
È perciò probabile che si arrivi a un complicato stallo. Gli ucraini dovranno fare i conti con la devastazione creata dalla Russia, nonostante abbiano fatto progressi negli ultimi mesi, arrivando persino a liberare la regione di Kherson.
Intanto la Russia, incurante di qualunque convenzione internazionale, bombarda infrastrutture idriche ed energetiche ucraine, massimizzando la minaccia dell’inverno.
Il 23 novembre, intanto, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che dichiara la Russia “Stato sponsor del terrorismo”. La r
A poco più di un mese dall’insediamento, il governo di Giorgia Meloni sta affrontando il primo vero banco di prova. Si tratta della manovra finanziaria, quel complesso di provvedimenti con cui un governo regola la politica economica e i bilanci dello Stato.
Per Meloni, si tratta di un esame più difficile del solito. Come per molte economie occidentali, infatti, l’Italia è stata duramente colpita dall’inflazione, che a ottobre ha raggiunto il 12%. A complicare ulteriormente il quadro, c’è poi il caro energia, che nell’ultimo anno ha provocato aumenti preoccupanti.
In una situazione così difficile, bisogna, prima di tutto, arginare i contraccolpi della crisi sulle fasce di popolazione meno abbienti. Bisogna poi intervenire sul mercato del lavoro, per evitare la terribile spirale che porta alla stagflazione. Ovvero a una crisi economica dove l’inflazione si accompagna a un rallentamento prod
Chi ha visitato Venezia difficilmente può scordarla. Una città che sorge sull’acqua con le sue strade caratteristiche, le calli, che scorrono tra ponti e file di case. Canali da attraversare in gondola, la monumentale piazza San Marco: ci sono così tanti motivi per restare incantati da Venezia che sarebbe impossibile elencarli tutti.
Ma la particolarità di Venezia è anche il suo punto debole. La città, infatti, deve sempre fare i conti con il livello dell’acqua, specie nei mesi più piovosi dell’anno. Nell’autunno 2019, per esempio, fecero il giro del mondo le immagini della sala del Consiglio regionale, allagata proprio mentre la maggioranza votava contro delle misure per contrastare il cambiamento climatico.
Dal 2020, dopo quasi 20 anni di lavori, Venezia può finalmente contare sul MOSE. Un acronimo che sta per MOdulo Sperimentale Elettromeccanico: l’espressione indica un sistema di dighe
Nonostante la loro diffusione, i social media in Italia restano ancora, in parte, qualcosa di esotico. Un segnale di questa percezione diffusa è nel fatto che la maggior parte dei termini che riguardano quel mondo non hanno un equivalente in italiano, ma sono usati in inglese.
Questo crea spesso qualche difficoltà nello scritto e nel parlato. Lontano dal mondo aziendale e dalle nicchie digitali, è facile che si scherzi sui pasticci linguistici che crea l’abuso di termini inglesi. Di fatto, si sono persino promosse campagne per limitare gli eccessi più evidenti.
Tra queste parole, una delle più diffuse, e sfuggenti, è “influencer”, un termine che indica quelle persone che monetizzano la propria immagine sulle piattaforme digitali. Di solito, gli “influencer” orientano consumi e comportamenti del pubblico, ma ormai il termine riguarda anche streamer, podcaster, YouTuber o personaggi famos