| Benedetta: | Oggi è giovedì 5 maggio 2016. Benvenuti a una nuova puntata di News in Slow Italian! |
| Stefano: | Ciao Benedetta! Un saluto a tutti i nostri ascoltatori! |
| Benedetta: | Nella prima parte del nostro programma oggi parleremo di una recente richiesta espressa dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha sottolineato la necessità di proteggere ospedali e cliniche nelle zone di guerra. Proseguiremo poi con una decisione della Commissione europea, che lo scorso mercoledì ha proposto di concedere ai cittadini turchi l’esenzione dal visto per gli spostamenti verso lo spazio Schengen. Più avanti, commenteremo la sorprendente avventura del Leicester City, una piccola squadra di calcio che ha vinto la Premier League inglese. Infine, concluderemo la prima parte del nostro programma con una notizia che arriva dal Venezuela, dove lo scorso venerdì la più grande fabbrica di birra del paese ha interrotto la sua attività. |
| Stefano: | Non c’è bisogno che ti ricordi che sono un grande appassionato di calcio, vero Benedetta? |
| Benedetta: | No, Stefano, non ce n’è bisogno. Allora, che ne pensi della vittoria del Leicester? |
| Stefano: | Per ora, mi limito a dire: “congratulazioni all’allenatore italiano Claudio Ranieri, e, naturalmente, congratulazioni ai giocatori del Leicester. È stata una vittoria davvero straordinaria. |
| Benedetta: | Concordo, la loro vittoria è stata davvero un risultato inaspettato. Ne parleremo più avanti nel corso della trasmissione, ora, però, dobbiamo continuare a presentare la puntata di oggi. La seconda parte del programma sarà dedicata, come sempre, alla cultura e alla lingua italiana. Nel segmento grammaticale esploreremo la relazione tra il trapassato prossimo e le proposizioni subordinate, mentre nello spazio dedicato alle espressioni idiomatiche impareremo a conoscere una nuova locuzione: “Mettersi le mani nei capelli”. |
| Stefano: | Una programmazione eccellente, Benedetta. |
| Benedetta: | Grazie, Stefano! Alziamo il sipario! |
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna gli attacchi contro gli ospedali nelle zone di guerra
Lo scorso martedì il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità una risoluzione con l’obiettivo di offrire maggiore protezione agli operatori sanitari, pazienti, ospedali e cliniche che si trovano nelle zone di guerra. L’organo composto da 15 membri si dice preoccupato per i crescenti attacchi ai danni di strutture sanitarie situate in paesi colpiti da conflitti.
Il Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ha ricordato che negare l’accesso alle cure mediche di base costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario. Il capo delle Nazioni Unite ha invitato tutti gli stati membri ed i loro alleati a perseguire penalmente i responsabili di tali attacchi, a facilitare l’accesso degli aiuti umanitari nelle zone di conflitto, ad addestrare le forze armate affinché comprendano quali sono i loro obblighi, nonché a sviluppare un quadro giuridico che tuteli le strutture sanitarie e il personale medico.
Lo scorso mercoledì la Commissione europea ha espresso un parere positivo sulla possibilità che ai cittadini turchi sia concesso il diritto di viaggiare senza visto nell’ambito dei 26 paesi che formano lo spazio Schengen. Il nuovo regime potrebbe entrare in vigore a partire da luglio. Gli stati membri dell’Unione europea e il Parlamento europeo, tuttavia, potrebbero comunque respingere la proposta nel caso la Turchia non dovesse soddisfare tutte le condizioni definite nell’accordo.
Qualora la loro richiesta sia approvata, i cittadini turchi potranno ottenere un visto Schengen di tre mesi per turismo o per realizzare viaggi d’affari. Questa formula, tuttavia, non includerà il diritto di svolgere un lavoro in Europa. L’obbligo di visto, comunque, rimarrà in vigore per i paesi europei che non fanno parte della zona Schengen, come il Regno Unito, l’Irlanda e Cipro.
La proposta di liberalizzazi
Il Leicester City ha vinto la Premier League, un’impresa che è già stata definita come “una delle più belle avventure sportive di tutti i tempi”. Da quando è stato istituito, il campionato di calcio inglese, considerato uno dei migliori al mondo, è stato vinto soltanto da altre cinque squadre.
I giocatori del Leicester, anche noti con il nomignolo di “le Volpi”, si trovavano ai primi posti della classifica dallo scorso dicembre. La scorsa domenica la squadra aveva pareggiato per 1-1 con il Manchester United. Poi, nella giornata di lunedì, sono scesi in campo i giocatori del Tottenham Hotspur, i secondi in classifica. Il pareggio per 2-2 segnato dal Tottenham nella partita contro il Chelsea ha confermato la vittoria del Leicester, sebbene in realtà il programma della stagione preveda ancora due partite.
Nel 2015, quando l’allenatore italiano Claudio Ranieri assunse il suo incarico, gli espe
Lo scorso venerdì la più grande azienda produttrice di birra del Venezuela ha chiuso l’ultimo stabilimento del gruppo che rimaneva ancora in attività. La settimana scorsa, Empresas Polar aveva interrotto la produzione negli altri tre stabilimenti di sua proprietà, sostenendo di non avere accesso ai dollari necessari per pagare i fornitori esteri di orzo, una pianta, questa, che non viene coltivata in Venezuela.
Polar produce l’80% della birra che viene consumata nel paese, ed è la più grande società privata del Venezuela. L’azienda produce anche altre merci, tra cui prodotti alimentari e bevande analcoliche, che negli ultimi tempi, però, era costretta a vendere in perdita a causa della politica di controllo sui prezzi imposta dal governo socialista. Ultimamente, inoltre, la società aveva dovuto licenziare 6.500 dipendenti. Altri 3.500 lavoratori perderanno il loro posto quando l’azienda e
| Benedetta: | Sai che cosa si celebra in Italia il 25 aprile? A questa domanda dovresti saper rispondere abbastanza facilmente… Stefano, mi ascolti? |
| Stefano: | Sì, certo! Scusa, mi ero distratto un attimo, perché non trovavo il mio cellulare. Dicevi? Ah sì… Gli italiani il 25 aprile festeggiano la liberazione dell’Italia! |
| Benedetta: | Bravissimo! E da chi si è liberata l’Italia? |
| Stefano: | Come da chi... |
| Benedetta: | Eri talmente assorto nei tuoi pensieri prima, che hai dato una risposta poco esauriente. Pensi che chi ci ascolta abbia capito di cosa parliamo? |
| Stefano: | Va bene, sarò più preciso. Il 25 aprile è l’anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. |
| Benedetta: | Corretto! Hai trascurato però, un altro dettaglio importante. Il 25 aprile, infatti, è anche l’occasione di ricordare la vittoriosa lotta della Resistenza Partigiana sulle forze tedesche e fasciste. |
- The trapassato prossimo is often used in conjunction with other tenses to describe events that happened sequentially in the past. As a result, we often find the trapassato prossimo used with subordinate clauses, which convey the precise timing of these past events.
In the following examples, both the subordinate clause and the verb phrase in the trapassato prossimo are presented in bold lettering. Observe how the trapassato prossimo is used with other past tenses to relate a series of events.
Ogni settimana, dopo che aveva scritto la sua rubrica di consigli, Alice andava sempre bere un caffè con le amiche.
Every week, after she had written her advice column, Alice always went for coffee with her girlfriends.
Siccome ero arrivata presto la mattina, non ho dovuto affrettarmi.
Since I had arrived early in the morning, I didn’t have to rush myself.
Laila ha comprato il vestito che aveva provato.
Laila bought the dress that she had tried on.
Le mie sorelle non mi hanno creduto, ma avevo detto loro la verità.
My sisters didn’t believe me, but I had told them the truth.
Enrico era stanco perché la settimana prima aveva lavorato molto.
Enrico was tired because the previous week he had worked a lot. - In written Italian, it is quite common to see a main clause featuring a verb in the trapassato prossimo with a subordinate clause introduced by the adverb quando (when) and whose verb is conjugated in the passato remoto.
In the following examples, quando and both verb phrases (one in the trapassato prossimo and one in the passato remoto) are in bold.Eravamo appena usciti di casa, quando cominciarono a cadere le prime gocce di pioggia.
We had just left the house, when the first raindrops began to fall.
Avevamo appena lasciato il sentiero, quando vidi un brutto ceffo tra i cespugli.
We had just left the path when I saw a shady character among the bushes.
Purtroppo Simone arrivò da Ernesto solamente quando aveva già finito di bruciare le lettere.
Unfortunately, Simone arrived at Ernesto’s only when he had already finished burning the letters.
| Benedetta: | Immagino che tu conosca il nome del giornalista e scrittore italiano Marcello Sorgi. |
| Stefano: | Sorgi hai detto… No, non credo di avere mai sentito il suo nome prima d’ora. |
| Benedetta: | Mi metto le mani nei capelli. Come puoi non conoscerlo… In passato è stato direttore del telegiornale Tg1 e anche del quotidiano La Stampa. |
| Stefano: | Magari so chi è, ma in questo momento ho un vuoto di memoria… |
| Benedetta: | Dai, non importa. Ti ho fatto il nome di questo giornalista, perché ho iniziato a leggere un suo romanzo, intitolato “Colosseo Vendesi”, dove realtà e finzione si fondono sapientemente . |
Il gesto di portarsi le mani nei capelli è un rituale molto antico, eseguito dalle cosiddette prefiche, figure femminili che un tempo erano pagate per piangere e per cantare lodi al morto durante i funerali. Nell’antica Roma, per esempio, i cortei funebri vedevano le prefiche precedere il feretro: le donne, in segno di lutto, portavano capelli lunghi, si graffiavano la faccia e si strappavano ciocche di capelli.
Una traduzione letterale di questa locuzione potrebbe essere: to put your hands in your hair. Un insieme di parole, questo, che non ha alcun significato nella lingua inglese. Dal punto di vista semantico, una traduzione più adeguata di questo concetto si trova nell’espressione: to throw one’s hands up in despair.
Esempio 1:
Quando io e mia moglie siamo entrati in camera dei bambini e abbiamo visto il disordine e la sporcizia che avevano lasciato, ci siamo messi subito le mani nei capelli!When my wife and I entered the children’s room and we saw the disorder and filth that they had left, we immediately threw our hands up in despair.
Esempio 2:
Non appena il professore di matematica ha comunicato alla classe lo svolgimento di una prova scritta a sorpresa, tutti gli alunni hanno reagito mettendosi le mani nei capelli.As soon as the math professor communicated to the class that the class that there would be a surprise written exam, all of the students reacted by throwing their hands up in despair.
Esempio 3:
Il dietologo mi ha scritto una lista dei cibi da prediligere e altri da evitare: quando l’ho letta, mi sono messo le mani nei capelli.The nutritionist made me a list of foods to favor and others to avoid: when I read it, I threw my hands up in despair.
- Siccome non la lezione, abbiamo dovuto completarla a casa. (noi, finire)
- Oggi in palestra ho visto lo stesso uomo che alla festa di Carla. (vedere)
- Lorenzo non ha voluto accettare ciò che suo padre gli . (dire)
- Dopo che Laura l'ospedale, sei andato a parlare con il medico? (lasciare)
- Tu e Andrea non siete venuti perché non bene dove si trova la casa? (capire)
- Le ragazze via da un bel po' quando ci siamo resi conto che mancava il libro. (andare)
- Siccome l'atleta il piede, non ha potuto gareggiare per il titolo di campione. (rompersi)
- La domenica, dopo che , andavamo subito in chiesa. (noi, vestirsi)
- Il signor Mugnaini non ti ha detto che sua moglie ? (morire )
- Quando sono uscita, di nevicare. (smettere)
- Quando gli americani a Roma nel 1944, la città già liberata. (venire, essere)
- Quando io all’ospedale, appena un ragazzo ferito gravemente. (arrivare, entrare)
- Al mattino, quando Rocco la finestra, si rese conto che l’aria molto più fredda. (aprire, diventare)
- Quando alla RAI di Bologna le audizioni per scegliere le canzone per Sanremo, un mio amico con una canzone che durante l'estate. (fare, comporre, proporsi)
- Quando Clara , mi che . (dire, fidanzarsi, tornare)