Boris Johnson era in vacanza ai Caraibi quando si è diffusa la notizia delle dimissioni di Liz Truss. Colei che gli era succeduta nel ruolo di primo ministro, dopo appena 45 giorni a Downing Street, rinunciava, lo scorso 20 ottobre, al ruolo di leader del Partito Conservatore britannico, schiacciata dal peso del fallimento della riforma fiscale da lei proposta.
E allora Johnson, che, lo scorso luglio, travolto da un’ondata di scandali, si era visto costretto a dare le dimissioni come leader tory, aveva subito prenotato un volo per Londra. Sperando in un nuovo incarico a Downing Street — “il lavoro più bello del mondo” —, aveva detto di avere 102 deputati pronti a votare per lui. Abbastanza da poter competere col rivale del momento: il suo ex ministro delle Finanze, Rishi Sunak.
Insomma, la rivincita, per Johnson, sembrava a portata di mano. Ma poi qualcosa, o qualcuno, deve averlo convint
Alle 10 del mattino di domenica 23 ottobre, era tutto pronto nel cortile di Palazzo Chigi, per ricevere la nuova premier, Giorgia Meloni. Picchetto d’onore, politici, impiegati amministrativi. All’interno del bel palazzo rinascimentale, in cima a una lunga scalinata, il presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi, era in attesa.
Una stretta di mano, un sorriso cordiale. Poi, in posa, per le foto ufficiali nella Sala delle Galere, davanti a un quadro imponente, l’Incontro di Leone Magno con Attila, copia di un famoso affresco di Raffaello. Infine, un colloquio privato, durato un’ora e venti minuti, ben più del normale.
Uno scambio proficuo, un momento fatto di consigli, e avvertimenti. “Non isolarti dall’Europa”, avrebbe detto Draghi a Meloni, tra le altre cose.
In effetti, è facile immaginare che il Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre sia stato al centro della conversazione. Un vert
La proposta, accennata nei giorni scorsi dalla nuova coalizione governativa, aveva subito avviato una vivace polemica, tra soddisfazione e sdegno. Il governo Meloni, sposando un progetto caro alla Lega di Matteo Salvini, aveva detto di voler elevare la soglia per l’uso del denaro contante nelle transazioni commerciali. Dagli attuali 2.000 euro a 10.000 euro.
La mattina del 26 ottobre, di fatto, la Lega aveva depositato una proposta di legge che andava in questa direzione. Una “proposta di buonsenso, in linea col programma del centrodestra e con altri paesi europei”, come l’aveva definita un pimpante Salvini, fresco di nomina a ministro delle Infrastrutture.
Nel suo primo intervento al Senato come premier, Meloni, annunciando la modifica al tetto sul contante, aveva negato l’esistenza di una correlazione tra un maggior uso del contante e la diffusione della cosiddetta ‘economia sommersa’.
La COP-27 si avvicina. E con l’avvicinarsi della ventisettesima edizione della Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che quest’anno avrà luogo a Sharm el-Sheikh, in Egitto, si moltiplicano le azioni di protesta messe in atto dagli attivisti di Just Stop Oil e altre organizzazioni ambientaliste.
Lo scorso luglio, alla National Gallery di Londra, dopo aver coperto la tela originale con una scena distopica, due attivisti del gruppo Just Stop Oil hanno incollato le loro mani alla cornice del quadro The Hay Wain, un’idillica scena campestre dipinta dal pittore romantico inglese John Constable.
Venerdì 14 ottobre, alla National Gallery è andata in scena un’altra azione di protesta, ancora più impattante. Quel giorno, due giovani attiviste hanno gettato della zuppa di pomodoro sui Girasoli, capolavoro del pittore olandese Vincent van Gogh. “Che cos’è più importante, l’arte o
Per puro caso, in questi giorni, mi è capitato fra le mani un libro che avevo comprato, all’epoca dell’università, nella mitica libreria Feltrinelli di Bologna, vicino a Piazza Maggiore. Un volumetto dalla copertina flessibile di colore verde e arancio. Al centro, in basso, la riproduzione di un famoso quadro di Felice Casorati: Lo straniero, conversazione alla finestra. Il libro — un’edizione, oggi fuori stampa, accompagnata dalle parole del critico letterario Nino Borsellino — raccoglie la famosa trilogia del ‘teatro nel teatro’ di Luigi Pirandello, romanziere, drammaturgo, e vincitore, nel 1934, del premio Nobel per la letteratura. Sei personaggi in cerca d’autore. Ciascuno a suo modo. Questa sera si recita a soggetto.
Delle tre opere, la mia preferita è Ciascuno a suo modo — una commedia la cui trama gira attorno a un dramma nato dalla gelosia di un giovane scultore, tradito alla vigi