I 35 milioni di argentini chiamati alle urne domenica scorsa dovevano scegliere i candidati alle elezioni presidenziali del prossimo 22 ottobre, così come metà dei membri della Camera e un terzo del Senato. Primarias Abiertas Simultáneas Obligatorias. PASO. L’acronimo è decisamente espressivo. Un passo, un primo passo, verso il disegno del cammino politico che percorrerà l’Argentina dei prossimi anni.
Nei giorni conclusivi della campagna, era difficile trovare, nelle strade di Buenos Aires, un poster elettorale che non fosse stato in qualche modo alterato dal pennarello, o dalle mani, di un passante. Commenti polemici, simboli del dollaro, rotondi nasi rossi da pagliaccio sui volti dei candidati, segmenti di carta strappati con gran precisione all’altezza di occhi e bocca. Non semplici note di colore, ma eloquenti tracce del disincanto di una società stanca. Di una società che, alle prom
Mentre si gode qualche giorno di relax nel sole della Puglia, in un’antica masseria circondata di ulivi, Giorgia Meloni, domenica 13 agosto, concede una breve intervista ad alcuni quotidiani.
Si parla di cuneo fiscale, di tensioni all’interno della coalizione di governo, di “autunno caldo” con lavoratori, sindacati e opposizioni in piazza. E si parla, soprattutto, della notizia che la scorsa settimana ha scosso, a sorpresa, il sistema bancario italiano: la “tassa sugli extraprofitti”.
“Per il Financial Times, quella tassa è stata un errore”, dice alla premier il giornalista del Corriere. “È un’iniziativa che ho voluto io perché ritengo che si debba mandare un messaggio rispetto all’idea di uno Stato giusto. Ho massimo rispetto del sistema bancario, e non ho intenzione di colpire le banche, ma c’era una situazione di squilibrio”, ribatte Meloni, col tono convinto di chi non ammette critiche
Confesso che, la mattina di venerdì 11 agosto, nel leggere sui giornali alcune notizie riguardanti il misterioso combattimento che, in un futuro non meglio precisato, vedrebbe protagonisti, in Italia, Elon Musk e Mark Zuckerberg, ho pensato a uno scherzo. Una provocazione. In un primo momento, di fatto, ho pensato a un duello verbale, a uno scontro simile a quelli che, nelle campagne elettorali, vedono impegnati nel contesto di uno studio televisivo luccicante e asettico, i politici che si candidano a un ruolo elettivo. No. Il combattimento, in questo caso, sarà reale, fisico, ispirato alle arti marziali. Niente eufemismi, niente giri di parole. O questo, almeno, è lo scenario evocato dalle sibilline parole di Musk.
Lo scorso venerdì, in un post su X — il social network un tempo noto come Twitter —, Musk ha annunciato l’evento con una manciata di frasi laconiche. In merito alla posizione
Autoctono delle coste occidentali dell’oceano Atlantico, dal Canada all’Argentina, il vorace granchio reale blu, o Callinectes sapidus, quest’estate sta dando del filo da torcere ai pescatori italiani.
I più disperati sono gli allevatori di vongole di Goro, nella zona del Delta del Po. “Quest’anno a Goro ci sono solo granchi blu. Si sono mangiati tutto il resto: mai vista una cosa del genere”, ha detto, affranto, in un’intervista al quotidiano online Il Post, Fausto Gianella, presidente della cooperativa ittica La Vela, che, oltre alle vongole, alleva cozze e ostriche.
Lo sconforto del signor Gianella è comprensibile. I saporiti molluschi bivalvi che lui, con tanta cura, alleva sembrano essere una delle prede preferite del granchio blu. Ma il grande crostaceo americano, in realtà, non va tanto per il sottile. È onnivoro. Oltre che di molluschi, può cibarsi di gamberi, pesci di piccole di