È stato accolto in pompa magna Xi Jinping al suo arrivo a Lima, giovedì 14 novembre. Un tappeto rosso immenso, una banda, una lunga e calorosa stretta di mano con la presidente della Repubblica, Dina Boluarte, sorridente e fasciata in un elegante abito di raso rosa cipria.
L’occasione, in effetti, richiedeva un certo sforzo coreografico. Quel giorno, a Chancay, una città di pescatori a circa 80 chilometri da Lima, veniva inaugurato un immenso porto commerciale. Una colossale struttura concepita come un cruciale anello nella catena della Belt and Road Initiative, l’ambizioso progetto infrastrutturale globale sviluppato dalla Cina a partire dal 2013.
Arrivato in Perù, ufficialmente, per partecipare al vertice dell’Asia-Pacific Economic Cooperation, Xi Jinping ha inaugurato, insieme alla presidente peruviana, il megaporto di Chancay in un clima di entusiasmo generale.
“Da Chancay a Shanghai”,
A me, ogni volta che sento parlare di un incontro di boxe atipico, viene in mente Arthur Cravan. O meglio: il bizzarro incontro che, la sera del 23 aprile 1916, nella Plaza Monumental di Barcellona, vide protagonisti Jack Johnson, ex campione mondiale di pugilato, e Arthur Cravan, poeta e sedicente pugile.
Due uomini che, in apparenza, non avevano nulla in comune. Nulla, tranne il bisogno di fuggire. Johnson non voleva tornare negli Stati Uniti, dove lo attendeva, con ogni probabilità, il carcere. Cravan, che non voleva essere costretto a combattere nella prima guerra mondiale, aveva passato gli ultimi mesi in giro per l’Europa, protetto da una collezione di passaporti falsi.
Lo scontro tra Cravan e Johnson venne presentato come un duello tra il campione del mondo — una falsità, dato che il pugile statunitense aveva ormai perso il titolo — e il campione europeo, una falsità ancor più sfa
Ricordo con luminosa chiarezza la mia visita al sito archeologico di Pompei. Era l’estate del ‘99, e mi accompagnava Francesco, un amico napoletano di qualche anno più grande di me. Se chiudo gli occhi, rivedo la scena. Una mattina di sole, e noi due che passeggiamo lenti fra le rovine, su una lunga strada lastricata di pietre levigate dal tempo. Francesco tiene fra le mani un libretto dalla copertina colorata — una piccola guida turistica — e legge ad alta voce passi scelti sulla storia e la topografia del luogo. Io lo ascolto in silenzio, e mi godo la pace del luogo, solo lievemente attraversata dal ronzio del traffico sulla vicina autostrada e dalle voci di un lontano gruppo di turisti.
La pace. Un’utopia, oggi. Da anni, ormai, il sito archeologico di Pompei è invaso dai turisti. Il fenomeno ha preso velocità dopo la pausa pandemica. Nel 2023, il sito ha accolto quasi quattro milioni
Berlinguer – La grande ambizione, il film diretto da Andrea Segre che quest’anno ha inaugurato la Festa del Cinema di Roma, non vuole essere un’operazione nostalgica. È, semplicemente, il riflesso di un desiderio, quello di capire, e raccontare, un’epoca storica intensa e appassionata. Un’epoca che non c’è più.
Nel suo lavoro, Andrea Segre, regista e dottore di ricerca in sociologia della comunicazione, vuole ritrarre “il peso della Storia sulle vite delle persone”. Lo dice sempre nelle sue interviste. Vuole raccontare la Storia da una prospettiva intima, personale, emotiva. Nelle sue narrazioni, troviamo persone creative e coraggiose. Come Shun Li, protagonista del lungometraggio Io sono Li, un'immigrata cinese che lavora come barista a Chioggia, in un'osteria frequentata da vecchi pescatori. Nel cuore, un obiettivo: raccogliere il denaro necessario per far venire in Italia suo figlio, r
Nei romanzi, i personaggi che più appassionano i lettori sono quelli che presentano, nel loro modo di essere e interagire, conflitti interiori e ambivalenze. La ragione di ciò è semplice: i personaggi dotati di un dinamismo psicologico complesso, ricco di impulsi a volte contrastanti, ci affascinano perché riflettono la nostra esperienza personale. Il nostro quotidiano danzare in un groviglio di emozioni.
Un groviglio nel quale, a volte, l’ammirazione sconfina nella rivalità. I tre massimi geni del Rinascimento italiano — Leonardo, Michelangelo e Raffaello — non erano certo immuni a questo tipo di dinamica. Ed è attorno a questo dualismo che si sviluppa la mostra che, dal 9 novembre 2024 al 16 febbraio 2025, offre al pubblico la Royal Academy of Arts di Londra. Un progetto espositivo che, con una ricca selezione di dipinti, sculture e disegni, esplora la rivalità che legò Michelangelo e L