Spesso scomodi, ma relativamente convenienti, i voli low cost sono ormai diventati parte della nostra vita.
Lo scorso 29 agosto, l’Economist ricordava gli esordi del fenomeno. Nel 1971, scriveva la rivista britannica, Southwest Airlines lanciava, con tre Boeing 737, un programma di voli tra Dallas, Houston e San Antonio. Pochi, all’epoca, immaginavano l'impatto che quel modello di business avrebbe avuto sul settore dell’aviazione, tanto negli Stati Uniti come in altri paesi. Nei decenni successivi, poco a poco, le compagnie low cost hanno fatto una concorrenza spietata alle compagnie tradizionali, conquistando il cuore, e il portafoglio, di una platea crescente di clienti.
Oggi Southwest è la più grande compagnia aerea nazionale americana e la quarta compagnia aerea più grande al mondo. Prima dello scoppio della pandemia del Covid, ricordava l’Economist, ogni anno, dal 1973 al 2019, Southw
Vicino a casa mia c’è un antico mercato, invaso ogni giorno da centinaia di turisti a caccia di esperienze. Un mercato pieno di piccoli ristoranti e negozi che offrono oggetti di ogni tipo: tappeti, antichità, carne, formaggi, spezie, frutta e verdura. Proprio nello spazio di uno stand di frutta e verdura, ieri pomeriggio, mentre attraversavo veloce il mercato per raggiungere il mio edificio, ho improvvisamente notato una cosa insolita… e al tempo stesso familiare: una bella banana gialla, appiccicata alla parete con del nastro adesivo color argento.
Una strizzata d’occhio, ovviamente, a quanto successo la scorsa settimana, nella sede newyorkese di Sotheby’s. La sera di mercoledì 20 novembre, in un clima concitato, è stata battuta all’asta Comedian, un’opera d’arte concettuale creata dall’artista padovano Maurizio Cattelan.
Ad aggiudicarsi l’opera, per 5,2 milioni di dollari (più commissi
Ancora oggi, passeggiando per via Monte Napoleone, a Milano, si respira un’aria ottocentesca. Lì, tra le fresche mura di un convento del XV secolo, provando note e accordi su organo imponente, nel 1840, Giuseppe Verdi compose la sua opera più commovente, la più politica: Nabucco.
Nabucco debuttò al Teatro alla Scala, con grande successo, la sera del 9 marzo 1842. Molti spettatori si commossero fino alle lacrime, tracciando, più o meno consapevolmente, un parallelo tra la soggezione della loro città al dominio asburgico e la sofferenza degli antichi ebrei, prigionieri a Babilonia.
Sì, all’epoca, Milano era una città che non si sentiva libera. Il 9 giugno 1815, si era concluso nel castello di Schönbrunn, sede della casa imperiale d’Asburgo, il Congresso di Vienna. L’obiettivo del convegno, al quale avevano partecipato i rappresentanti delle principali potenze europee dell’epoca, era esplici
Le donne che vivono in via dell’Arco Basso, nel centro storico di Bari, si tramandano di madre in figlia un’antica tradizione. Basta passeggiare per quell’antico vicolo dal pavimento coperto di lastre di pietra per vederle all’opera. Di buon mattino, sono già lì, sedute davanti all’uscio delle loro case dipinte. Aspettano con calma i primi clienti, e chiacchierano tra loro. Alcune lavorano a maglia, o all’uncinetto. Le più allegre canticchiano melodie d’altri tempi. Davanti a loro, tavoli pieghevoli sulla cui superficie riposano al sole vassoi di legno colmi di orecchiette: un tipo di pasta, tipico della Puglia, la cui forma ricorda, vagamente, quella di un orecchio.
Le signore di via dell’Arco Basso sono una vera e propria istituzione a Bari. Un richiamo turistico irresistibile. Ogni giorno, vendono orgogliose le orecchiette che preparano, con mani abili e allenate, nelle loro cucine.
Sab
Il 25 novembre di ogni anno si celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”, ufficializzata dall’ONU nel 1999.
Scarpe e panchine rosse rappresentano da anni, ormai, i simboli della lotta alla violenza di genere. L’idea di usare le scarpe rosse come simbolo in questa battaglia nasce in Messico, a Ciudad Juárez —una città il cui dramma è stato ben descritto nel libro Huesos en el desierto, opera del giornalista e scrittore messicano Sergio González Rodríguez—. L’agghiacciante ondata di femminicidi che scosse Ciudad Juarez negli anni 90 del secolo scorso spinse Elina Chauvet, artista e architetta la cui sorella era stata uccisa dal marito a soli vent’anni, a creare un’installazione semplice e potente. Il 9 settembre del 2009, Chauvet collocò in una piazza di Ciudad Juarez 33 paia di scarpe femminili. Stivali, scarpe col tacco, scarpe basse. Un intero po