Sabato sera, il presidente statunitense Donald Trump ha tenuto il suo primo comizio dall’inizio della pandemia da coronavirus, nell’impianto sportivo del BOK Center di Tulsa, in Oklahoma.
Avendo ricevuto un alto numero di richieste di partecipazione, gli organizzatori si attendevano l’arrivo di una folla oceanica. Il comizio, però, è stato un flop, perché il palazzetto di Tulsa, che ha una capienza di circa 19.000 posti, era mezzo vuoto.
Come riportato dal New York Times lo scorso 20 giugno, Tim Murtaugh, portavoce della campagna di Trump, ha attribuito le ragioni dell’insuccesso del comizio elettorale ai mezzi di informazione e a un piccolo gruppo di “dimostranti estremisti”, che avrebbero impedito ai supporter del presidente di entrare nel palazzetto.
In realtà, sono ancora sconosciute le reali dinamiche alla base della scarsa partecipazione all’evento. Oltre alle preoccupazioni legate
Nonostante la Casa Bianca abbia più volte tentato di impedirne la pubblicazione, ieri è uscito l’attesissimo libro dell’ex segretario per la sicurezza nazionale statunitense, John Bolton. Il libro, intitolato The Room Where It Happened, ha fatto molto parlare di sé negli ultimi mesi, grazie alle tante anticipazioni filtrate da giornali che ne hanno svelato i contenuti salienti.
Di cosa fosse preoccupato il presidente lo si è potuto evincere già dalla descrizione del libro, fornita dall’editore, Simon & Schuster, che lo ha descritto come il “racconto di un uomo sconvolto da un presidente interessato solo ad essere rieletto, pronto, a questo fine, anche a indebolire, o mettere in pericolo il Paese”.
John Bolton ha lavorato all’interno dell’amministrazione Trump dall’aprile del 2018 al settembre del 2019, dopo aver sostituito il generale McMaster, licenziato da Trump nel mese di marzo del
La morte di George Floyd a Minneapolis e le proteste, innescate dal movimento Black Lives Matter contro il razzismo e le ingiustizie sociali, negli ultimi giorni, hanno ispirato in tutto il mondo gesti iconoclasti.
Così è accaduto che statue di personaggi del passato, come quella dell’esploratore genovese Cristoforo Colombo a Saint Paul, in Minnesota, oppure quella del mercante di schiavi britannico Edward Colston a Bristol, nel Regno Unito, sono state abbattute e vandalizzate in quanto considerate spregevoli simboli dello schiavismo e del colonialismo.
La furia degli iconoclasti ora è arrivata anche Milano. Secondo quanto raccontato dai giornali, sabato 13 giugno, la statua dello storico giornalista Indro Montanelli, che si trova all’ingresso dei giardini pubblici di via Palestro, a Milano, è stata cosparsa di vernice rossa. Sul basamento, poi, sono state scritte con una bomboletta spray
Lo scorso 16 giugno, il giornale spagnolo ABC, di orientamento conservatore, ha pubblicato in prima pagina un articolo, in cui si parla di un presunto finanziamento illegale, che il regime venezuelano avrebbe dato al Movimento 5 Stelle, il partito nato a Milano nell’ottobre del 2009 e oggi forza politica di maggioranza nel governo di Giuseppe Conte.
Stando alle rivelazioni del quotidiano spagnolo, nell’estate del 2010, l’allora presidente Hugo Chávez avrebbe fatto pervenire a Gianroberto Casaleggio, fondatore del M5S, tre milioni e mezzo di euro in contanti. Il denaro sarebbe arrivato in Italia all’interno di una valigetta diplomatica, eludendo in questo modo i controlli, e sarebbe stato consegnato grazie all’intermediazione del console venezuelano Gian Carlo di Martino.
Le informazioni contenute nell’articolo provengono da un dossier riservato della Dirección General de Inteligencia Milit
Lo scorso 15 giugno, l’Italia ha commemorato i cento anni della nascita di Alberto Sordi, uno dei personaggi più amati e importanti del cinema italiano.
In onore del grande attore e regista si sono svolte diverse manifestazioni in tutto il Paese e soprattutto nella sua città, Roma, dove autorità locali, attori e altri personaggi illustri si sono riuniti, per ricordare l’attore, scomparso nel febbraio del 2003 all’età di 83 anni.
In quasi sessant’anni di carriera, ha girato oltre 200 film, diretto dai più noti registi italiani del panorama mondiale, come Federico Fellini, Ettore Scola, Vittorio De Sica e Dino Risi.
Fu, però, il regista Mario Monicelli a dirigere Sordi nei film, che contribuirono a renderlo famoso, come la pellicola La Grande Guerra del 1959, dove l’attore romano veste i panni di Oreste Jacovacci, un giovane soldato indolente e svogliato, che fa di tutto per imboscarsi nelle