L’attentato a Trump e il passo indietro di Joe Biden in favore della sua vicepresidente sono gli episodi che, finora, hanno caratterizzato la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. Due eventi che hanno portato i commentatori internazionali alla stessa conclusione: la partita è aperta e in uno scenario dove la differenza tra Repubblicani e Democratici dipende da pochi punti percentuali – negli ultimi mesi, i sondaggi ci hanno mostrato una situazione di apparente parità – basta un singolo episodio a determinare le possibilità di vittoria di un candidato. Se l’episodio in questione è il dibattito presidenziale, il peso è ancora più importante.
Martedì 10 settembre, Kamala Harris e Donald Trump si sono affrontati nel loro primo confronto televisivo, trasmesso da ABC News. Un appuntamento al quale entrambi sono arrivati con la consapevolezza che un passo falso avrebbe potuto
L’esito delle elezioni americane di novembre condizionerà inevitabilmente lo scenario politico internazionale e in molti si stanno già chiedendo se – in base a chi siederà nello Studio ovale – i Paesi europei cambieranno approccio sui principali temi d’attualità, a partire dall’Ucraina. Mai come in questo caso, gli occhi della stampa sono puntati sull’Italia, il Paese che quest’anno presiede il G7.
Il governo di Giorgia Meloni ha sempre espresso un caloroso sostegno verso Kiev di fronte all’invasione di Vladimir Putin. Ma la posizione dell’esecutivo, nel suo complesso, è, in realtà, meno granitica di quanto possa sembrare. Alle dichiarazioni della premier, si contrappongono spesso le ambiguità dei suoi alleati. La Lega di Matteo Salvini, qualche anno fa, ha stipulato un accordo con il partito Russia Unita, mentre Fratelli d’Italia, negli ultimi mesi, ha timidamente cambiato registro, met
L’opposizione cerca di riorganizzarsi in vista delle elezioni amministrative della Liguria, in programma per il 27 e 28 ottobre. E mentre il Partito Democratico cerca di compattare una coalizione progressista – un tentativo agitato dal ritorno improvviso dell’ex segretario Matteo Renzi – il Movimento 5 Stelle è alle prese con il braccio di ferro tra il suo fondatore, Beppe Grillo, e il suo attuale presidente, l’ex premier Giuseppe Conte. Lo scontro che nell’ultimo anno ha caratterizzato le dichiarazioni di entrambi ha avuto una deriva giudiziaria dopo che Grillo ha minacciato di portare in tribunale l’ex premier per stabilire, una volta per tutte, a chi appartiene il simbolo del partito.
Una guerra personale dietro la quale si cela un conflitto più ampio, che coinvolge le principali correnti che animano il M5S e che, adesso, se ne contendono l’egemonia. Da una parte, ci sono i ‘contiani’,
In Venezuela, la situazione passa dal tragico al grottesco: il presidente Nicolás Maduro ha infatti annunciato di voler “anticipare” il Natale al 1° ottobre. La decisione, del tutto surreale, sarebbe, stando alla narrazione del regime, un gesto di gratitudine nei confronti dei cittadini e uno stimolo affinché si possa raggiungere “un clima di pace, sicurezza e felicità”. Dietro a tali parole, appare però evidente la disperazione delle autorità, desiderose di placare la profonda crisi sociale che sta attraversando il Paese.
Il Natale anticipato, a dire il vero, non è una novità in Venezuela. Già in passato infatti – la prima volta nel 2013, e in seguito durante il biennio 2020-2021 – Maduro ha utilizzato la stessa tecnica per ingraziarsi il popolo, cercando di distrarlo dai problemi di ogni giorno con decorazioni urbane a tema natalizio e aiuti governativi indirizzati alle fasce più pover
Lo scorso 7 settembre si è conclusa l’81esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Anche quest’anno, la città lagunare ha ospitato il gotha dell’industria cinematografica, tra conferenze, eventi mondani e anteprime internazionali. Da Joker: Folie à Deux di Todd Phillips a Disclaimer di Alfonso Cuarón, passando per la serie M-Il figlio del secolo, firmata da Joe Wright e tratta dal romanzo storico dello scrittore Antonio Scurati.
L’ultima giornata del prestigioso festival veneziano si è conclusa con l’assegnazione del Leone d’oro al regista Pedro Almodovar, in gara con The Room Next Door, il suo primo film in lingua inglese. Una pellicola dove vita, morte e libertà di scelta sono i temi fondanti di una storia che viene affidata alla recitazione di Tilda Swinton e Julianne Moore, acclamate dalla critica per un’interpretazione che ha confermato la scommessa di Almodovar: riuscire, al