Herbert Kickl ha promesso di trasformare il suo Paese, l'Austria, in una "fortezza" contro gli immigrati. Guida il Partito della Libertà, che, a dispetto del nobile nome, è stato fondato negli anni Cinquanta da un ex membro del partito nazista ed ex ufficiale delle SS. Ha fatto campagna elettorale giocando con l'appellativo "cancellerie del popolo", un tempo usato per un altro austriaco, Adolf Hitler. Non esattamente un personaggio che andrebbe preso a modello.
Tutto questo non sembra turbare gli elettori che, lo scorso 29 settembre, hanno portato il Partito della Libertà a vincere le elezioni in Austria. Ecco allora che sulla stampa europea e americana si sono sprecati i titoli a effetto, parole come "terremoto", o "allarme". Ma Herbert Kickl e il suo successo non nascono dal nulla, e possono sorprendere solo chi negli ultimi anni è stato molto distratto.
Già alla fine degli anni Novanta
"Presidenta, Presidenta!". Questo canto di esultanza ha accompagnato Claudia Sheinbaum mentre faceva il suo ingresso al Parlamento messicano, per la cerimonia di insediamento. Com’è tradizione, Sheinbaum ha ricevuto la fascia di Presidente della Repubblica dal suo predecessore, Andrés Manuel López Obrador. Per la prima volta nella storia del Paese, è una donna a indossare quella fascia e a ricoprire la carica più importante.
Sheinbaum ha quindi rotto il classico “soffitto di cristallo”. Due volte, se si considera che è anche la prima persona di origini ebraiche a diventare presidente, in un Paese dove il 70% della popolazione si dichiara cattolico. “Non arrivo da sola, ma insieme a tutte le altre”: così ha detto durante la cerimonia di insediamento, omaggiando con quelle semplici parole tutte le donne del suo Paese.
Sheinbaum ha una carriera di tutto rispetto alle spalle. Nel giugno del 2
Nel novembre 2022, il ministro dell'Istruzione del governo Meloni, Giuseppe Valditara, fece la classica gaffe rivelatrice. Rispondendo, in un convegno a Milano, a una domanda su un grave episodio di bullismo avvenuto in quel periodo, fece un lungo discorso sui diritti e i doveri dei ragazzi. Per recuperare gli studenti problematici, a sentir lui, serviva anche "l'umiliazione", considerata un "fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità".
Docenti e pedagoghi ebbero ovviamente da ridire, e il ministro fu costretto a una rapida retromarcia. Ma nei mesi successivi, gli interventi sulla centralità della disciplina, sull'idea di dover correggere dall'alto, persino con l'intervento delle forze dell'ordine, sono stati centrali nell'idea di scuola propugnata dal ministro. Una visione che ora culmina con una riforma – approvata lo scorso settembre alla Camera dei depu
Venendo a contatto con la cultura italiana, a livello di vita quotidiana e senso comune, ci si rende conto di come gli stereotipi di genere siano radicati. Ad esempio, per quanto riguarda il lavoro di cura in famiglia, è ancora molto forte l'idea che tocchi alla madre.
Una convinzione che si riflette anche nelle statistiche. Solo nel 35% delle famiglie italiane entrambi i genitori si prendono cura dei figli, dividendosi le responsabilità. Nel resto dei casi è la sola madre a occuparsene. Ciò spiega anche perché in Italia la natalità è la più bassa d'Europa: alle donne è implicitamente chiesto di scegliere tra la famiglia o il lavoro, con una pressione sociale fortissima.
Questi dati, a loro volta, sono anche il riflesso delle leggi che regolano la genitorialità. Prendiamo per esempio il congedo di paternità retribuito. In Italia è limitato a soli 10 giorni, in pratica il minimo previsto da
Nella costellazione del cinema indipendente italiano, le stelle hanno i nomi riconoscibili delle case di produzioni storiche, molte delle quali fondate negli anni Ottanta: Fandango, Lucky Red, Cattleya e Mikado, solo per citarne alcune.
Sotto questo cielo, sono stati lanciati importanti registi e attori. Il primo film di Paolo Sorrentino, L'uomo in più, ha tra i suoi produttori l'Indigo Film, che ha lavorato anche ad altri gioielli del regista napoletano, come Le conseguenze dell'amore, Il divo e La grande bellezza. Con La grande bellezza, per Sorrentino, è arrivato anche l'Oscar come miglior film straniero, nel 2014: un premio che ha coronato gli sforzi di un intero settore.
Dieci anni dopo quel risultato, l'orizzonte del cinema indipendente italiano appare molto più fosco. Proprio mentre a livello globale i film indipendenti valgono almeno un quarto del settore, in Italia questa nicchia